Il nuovo Ospedale Galliera: una struttura pensata per la sanità del futuro

Recentemente è stato approvato il progetto del nuovo Ospedale Galliera di Genova. Un’impresa poderosa, che ha l’obiettivo di modernizzare uno degli ospedali più importanti della città pensando non solo alla sanità di oggi ma anche al futuro. Ci ha raccontato meglio il progetto il Professor Paolo Cremonesi, Direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell’Ospedale Galliera di Genova.

Si è parlato molto in questi giorni dell’Ospedale Galliera. Il progetto definitivo del nuovo ospedale è stato finalmente approvato: quando si partirà con i lavori e quanto dureranno? 

L’Ospedale Galliera è l’ospedale dei genovesi, del centro città. È un ospedale molto bello che però ha 133 anni di vita. Per questo motivo, per offrire ai cittadini e ai pazienti una prestazione medico-infermieristica-tecnica di alto livello e di qualità, è indispensabile ovviamente partire e ricostruire con un ospedale completamente nuovo, molto moderno, altamente tecnologico, che possa offrire il meglio della tecnologia medica moderna e che abbia caratteristiche di grande flessibilità per il futuro.

Finalmente, finito tutto l’iter amministrativo e burocratico, quest’anno si parte con il cantiere e con i primi lavori. Il nostro Vicepresidente, l’Ingegner Zampini, vorrebbe un po’ bruciare i tempi e anticipare, perché la chiusura lavori e lo start-up del nuovo ospedale è previsto nel 2026, ma si cercherà di anticipare al 2025.

Quali saranno gli aspetti che verranno migliorati?

Questo ospedale è progettato con un concetto di sanità del domani. Oggi i percorsi orizzontali e verticali devono essere ridotti al minimo possibile, per ridurre la movimentazione dei pazienti. Mi spiego meglio. I vecchi ospedali a padiglioni oggi non hanno più senso. Il Galliera ha corridoi lunghissimi, da due a quattro fermate di autobus. Questo significa impegno del barellamento, trasferimento dei pazienti, poca privacy perché i percorsi risalgono a 133 anni fa.

Oggi, con il nuovo progetto è stato ripensata la sanità del futuro. Cosa significa? Percorsi sporco-pulito completamente separati, separazione della parte dell’ospedale che eroga prestazioni all’esterno (ambulatori, radiodiagnostica, laboratori, eccetera) dai percorsi interni e dai percorsi di diagnostica che i pazienti devono fare, percorsi per i familiari che arrivano per incontrare i loro cari e gli amici. E ancora nuova concezione delle stanze: camerette tutte da uno o due letti, con bagno in camera, con criteri architettonici innovativi. Dalla termoregolazione alla facilità dell’igienizzazione, alla luminosità dei locali, ai servizi contenuti (come le connessioni). Il tutto per mettere il paziente nelle migliori condizioni possibili per essere curato, perché l’ambiente è un momento del percorso diagnostico-terapeutico importante. La qualità di vita della persona ricoverata deve essere di alto livello.

E questo influisce anche sul lavoro di operatori, tecnici, medici, infermieri. Un conto è lavorare in un camerone con venti/trenta persone. Un altro è farlo in stanzette singole. La visita medica per esempio è molto più facile e rispettosa delle persone e questo permette anche agli operatori, agli infermieri, ai medici di erogare prestazioni sanitarie in un ambiente assolutamente adeguato.

Riguardo al nuovo Ospedale Galliera ci sono stati dei dibattitti. Ma che cosa significa questo progetto per la città e per il quartiere? 

Intanto, massimo rispetto per tutte le critiche positive e per tutti i contributi. L’ospedale è fatto per i cittadini: che ci sia un dibattitto propositivo e costruttivo è sicuramente un bene. In taluni casi, è scivolato forse in personalismi o in non conoscenza del problema. Ben vengano perciò le osservazioni costruttive. Bisogna tenere a mente che questo è un ospedale bellissimo, datato 133 anni e che la città, i pazienti, il quartiere hanno bisogno di un’altra struttura sanitaria. Ma non solo di un palazzo: di una filosofia, di un percorso nuovi.

Si pensi al concetto di flessibilità. Se a una struttura non si applica un criterio di grande flessibilità, oggi invecchia molto più rapidamente che nel passato. Il nuovo ospedale ha tutta una filosofia di igienizzazioni, di percorsi, di benessere interno che già risponde ai bisogni del futuro. Questo è il nostro obiettivo: dare alla città un ospedale che potrà essere sempre moderno e sempre all’avanguardia con la grande corsa che la tecnologia mette a disposizione della medicina. Del presente e del futuro.

 

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