Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo coronavirus

Il nuovo coronavirus arrivato dalla Cina continua a diffondersi fra le persone. L’agitazione cresce fra la popolazione, complice un certo allarmismo da parte dei media e l’aumento dei casi di contagio in Italia. Le farmacie hanno esaurito i disinfettanti e le mascherine, i supermercati al Nord Italia sono stati presi d’assalto. È giustificata una simile preoccupazione, che potrebbe facilmente svilupparsi in psicosi? Quanto è pericoloso il virus? Quali sintomi si manifestano? In che maniera è possibile proteggersi? Qui troverete tutto quello che c’è da sapere sul nuovo coronavirus.

Non ne esiste uno solo

Prima di tutto, una precisazione: esistono più tipi di coronavirus. Appartengono tutti alla famiglia del Coronaviridae. Prendono questo nome perché le loro parti infettive, i virioni, al microscopio appaiono come globuli contornati da piccole punte che ricordano una corona. I coronavirus sono abbastanza diffusi fra alcune specie di animali, come mammiferi e volatili, di cui infettano gli apparati respiratorio e gastrointestinale. Compreso l’ultimo, a oggi se ne conoscono sette che hanno dimostrato di poter infettare l’uomo. Questa tipologia di virus causa malattie che vanno dal banale raffreddore a patologie più gravi come la famosa SARS (sindrome respiratoria acuta grave) e la MERS (sindrome respiratoria mediorientale).

Il nome ufficiale

Il virus responsabile dell’attuale epidemia è denominato SARS-CoV-2, cioè sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2. È stata la Commissione Internazionale per la Tassonomia dei Virus a scegliere questo nome. Secondo gli scienziati incaricati, il nuovo virus sarebbe fratello di quello che fra il 2002 e il 2003 ha causato l’epidemia di SARS. Ma non si tratta dello stesso. L’11 febbraio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha denominato la malattia causata dal nuovo coronavirus COVID-19. CO sta per Corona, VI per virus, D per disease (malattia in inglese) e 19 indica l’anno di identificazione.

L’origine dalla Cina

La prima città in cui è stato individuato il nuovo coronavirus è Wuhan, che con i suoi 11 milioni di abitanti è la città più grande della Cina centrale. Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan aveva mandato una segnalazione all’OMS a seguito di alcuni casi di polmonite dalle cause ignote. All’incirca dieci giorni dopo, il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle malattie cinese ha riferito di aver identificato un nuovo coronavirus. Le indagini hanno legato la diffusione del virus a un mercato di animali vivi, in cui la contiguità fra esseri umani e animali e le scarse condizioni di igiene avrebbero potuto facilitare il passaggio del nuovo coronavirus negli esseri umani. In realtà, però, mancano ancor le conferme definitive sul fatto.

Quali sono i sintomi?

Secondo quanto comunicato dalle autorità internazionali, il nuovo coronavirus inizialmente si sviluppa come una semplice influenza. Febbre, tosse, difficoltà respiratorie, spossatezza. Nei casi più gravi, può portare alla polmonite, alla Sindrome respiratoria acuta grave e all’insufficienza renale. Raramente è mortale. Le persone che sono maggiormente soggette alle forme più gravi sono gli anziani o gli individui con malattie pregresse, come diabete e patologie cardiache. Poiché presenta gli stessi sintomi dell’influenza, per poter confermare la diagnosi di coronavirus è necessario effettuare esami di laboratorio.

Come si viene contagiati

Il nuovo coronavirus sembra più aggressivo della comune influenza. Per ora non si sa ancora quanto sia contagioso. Il periodo di incubazione, cioè il lasso di tempo che passa fra il momento del contagio a quando ci si ammala, varia dai 10 ai 14 giorni. Sembra però che le persone infette siano contagiose anche in questo momento, quando cioè non si manifestano ancora i sintomi della malattia. Questo naturalmente è un problema, perché le persone non pensano di essere ammalate e svolgono le loro attività quotidiane senza restrizioni, rendendo più semplice il contagio.

I coronavirus si trasmettono da persona a persona attraverso il contatto stretto, in famiglia, negli ambienti di lavoro e nei luoghi molto affollati. La via primaria di contagio sono le goccioline del respiro delle persone infette, con cui si entra in contatto tramite la saliva di starnuti e tosse, i contatti diretti, le mani contaminate che toccano occhi, bocca e naso.

Qual è la situazione in Italia

Al momento (24/02/2020, 16.12), in Italia sono stati confermati 229 casi di contagio e sei morti causate dal nuovo coronavirus. Le vittime avevano più di 70 anni oppure un quadro clinico compromesso in partenza oppure hanno trascurato la loro condizione. La regione più colpita risulta la Lombardia con 172 contagi e quattro vittime. A seguire il Veneto (32), l’Emilia-Romagna (18), il Piemonte (4) e il Lazio (3). Una persona, il ricercatore allo Spallanzani di Roma, è guarita. Sono dieci i comuni del lodigiano individuati come aree focolaio dell’epidemia in Italia, a cui si aggiunge Vo’ Euganeo in Veneto. In queste zone, le autorità hanno istituito speciali provvedimenti per contenere la diffusione del virus.

Per gli ultimi aggiornamenti visitare il sito del Ministero della Salute.

 

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