Noi finiti nella petizione di change.org: panda invia di estinzione o preziosa risorsa?

Due giorni fa mi sono ritrovata tra le mail la richiesta di un amico che mi sollecitava a firmare la petizione organizzata dalla piattaforma Change.org con argomento la salvaguardia del diritto all’ora d’aria per gli anziani (sopra i 65 anni anziani?).  

Non avrei mai immaginato come persona di finire tra coloro che come i Panda in via d’estinzione vanno protetti dalle petizioni. Ma evidentemente il mondo sta cambiando. Noi over 65 trattati come coloro da difendere, forse per una presunta estinzione, o forse da cui difendersi perché possibili untori  o peggio coloro che alzano i  numeri quotidiani dei decessi, chissà…  

La motivazione non ci è del tutto nota, così come non è noto se il nostro Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, deciderà di inserirci come postilla, nel prossimo decreto quello più ampio con le regole della riapertura che firmerà, pare, questa settimana. Riapertura, sempre pare, al momento posta in data 4 maggio 

Non sappiamo, dalle voci che si rincorrono in questi giorni, se ci vedremo negare l’uscita e la conseguente forzatura a restare ancora per un po’  a casa nostra. Certo è che al di là di ogni considerazione, che lascio agli esimi rappresentanti della medicina e della scienza, copiando pedestremente quanto scrivono nel testo che avvalora la richiesta di petizione in fondo al presente testo, rimane il dubbio amletico legato al valore che i senior rappresentano per questa società.

E qui vengo al punto. Ripeto al di la delle considerate fatte a suo tempo da un altro esimio medico e scienziato, il dott. Ernesto Palummeri geriatra e consigliere Alisa Regione Liguria secondo cui un po’ di movimento, giusto quei 15 minuti per andare a fare la spesa o in farmacia erano un toccasana per le ossa e l’umore, resta sul piatto un’altra importante questione.  

Non si capisce perché se siamo stati utili e richiamati dalla pensione perché necessari negli ospedali adesso diventiamo un’ingombrante questione. Inoltre ricordiamoci che siamo quelli che dobbiamo continuare a dare il nostro contributo lavorativo sino a 67 anni.  

Ultima ma non ultima la domanda atavicaSè vero, sempre per sentito dire (Il governo si dà un sacco da fare in questo periodo per dare continue informazioni contraddittorie e parziali), che le aziende riapriranno, mentre le scuole, dalle materne alle elementari sino alle medie inferiori, non riapriranno sino a settembre, si porrà un ulteriore questione: chi terrà i bambini della forza lavoro richiamata per ridare linfa al nostro paese? 

La risposta parrebbe ovvia come accade nella maggior parte dei casi: i nonni. E qui casca l’asino, ma se i nonni, per tutelare la loro salute, devono stare a casa lontani dalle possibili minacce esterne, come faranno a tenere i nipotini? 

A questo il governo Conte non ha ancora dato una riposta. Nell’attesa di  capire come le due cose si concilieranno, linkiamo qui sotto la petizione, per chi volesse come noi firmare la petizione, che ci vuole liberi e responsabili, come è sempre stato, del proprio futuro. 

https://www.change.org/p/giuseppe-conte-covid-19-e-restrizioni-selettive-i-diritti-costituzionali-degli-anziani-02a47ace-561c-4ff4-85b0-6d335bc6969d?fbclid=IwAR0ZFJmM2A_RcDO4MaiQjSjD8s9fVN2D_MaZDvTr9qvCwvZWns7TsbPM3go 

La Direttrice
Daniela Ameri

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