Nel 2030 un milanese su cinque sarà un over 70

Nel 2030 Milano conterà su un milione e mezzo di abitanti di cui uno su cinque avrà più di 70 anni. Le previsioni emergono dal documento sul piano welfare presentato in giunta comunale, che presenta uno spaccato socio demografico sulla Milano del futuro.

I dati descrivono una città in cui il numero degli appartenenti alla fascia di età 35-54 anni aumenta (+2,1%), così come quella tra i 55 e i 70 (+1,3%). Ma entro il 2035 gli over 70 sfioreranno il 20% della popolazione complessiva per un totale di 263 mila persone.

Un Paese orientato alla silver age

Numeri che confermano il trend nazionale che vede l’Italia sempre più silver age oriented, come testimonia l’ultima indagine dell’Istat (2018). L’analisi ha sottolineato come per la prima volta dal 1861 gli over 60 superano per numero gli under 30, con il numero di giovani presenti nel nostro Paese che si è quasi dimezzato rispetto al primo dopoguerra.

Scendendo nel dettaglio della rilevazione, attualmente gli over 60 rappresentano il 28,7% della popolazione, mentre gli under 30 il 28,4%. Un sorpasso storico, ma soprattutto recente, visto che solo nel 2011 i giovani erano il 29,5% contro il 27,2% degli over 60. Nel corso dei decenni, quindi, il numero delle persone che hanno meno di 30 anni si è dimezzato mentre quello delle persone che hanno più di 60 anni si è quintuplicato.

Un segno di come l’Italia sia un Paese con un’ottima qualità della vita.

Servizi nuovi per i silver

Gli obiettivi del prossimo futuro sembrano quindi convergere su un incremento dei servizi per sostenere e accompagnare la silver age. Anche perché, stando ai dati presentati dalla giunta milanese, molte persone over 60 del capoluogo lombardo vivono sole e spesso con pochi rapporti sociali.

Potenziare l’assistenza domiciliare e le strutture dedicate al soggiorno dei senior diventa dunque una delle fondamenta della Milano del futuro. La città prevede anche il potenziamento della rete territoriale dei presidi sociosanitari e socio-assistenziali, a oggi ancora troppo debole per affrontare l’incremento della popolazione silver dei prossimi decenni.

Questo perché l’attuale equilibrio sociale che vede ogni 35 over 70, 100 persone in età lavorativa è destinato a cambiare con la progressiva diminuzione dei giovani all’interno dei nuclei familiari. Giovani che oggi svolgono la funzione di caregiver, ossia chi aiuta, a titolo gratuito nella vita quotidiana, un proprio congiunto non autosufficiente, con problematiche dovute ad anzianità, disabilità o eventuali patologie.

Le famiglie, che rappresentano da sempre il pilastro del welfare italiano, saranno sempre meno numerose. Pertanto i servizi sociosanitari, che già oggi coprono solo un quarto del fabbisogno nazionale, dovranno essere integrati sempre più dal supporto di personale specializzato e da nuove forme di mutualità. Ma anche da nuove tecnologie assistenziali basate sulla domotica.

Andrea Carozzi

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