MEN WHO SPEAK UP: il progetto salvavita di Bayer

Nel mondo, il tumore alla prostata rappresenta la seconda forma più comune di cancro tra gli uomini e la quinta causa di morte correlata al tumore eppure, come risulta dall’International Prostate Cancer Symptoms Survey, quasi la metà degli uomini (47%) ignora i sintomi che questo tumore causa in stadio avanzato e il 59% non riconosce sempre che il dolore che sente potrebbe essere ricondotto alla malattia.

L’indagine è stata realizzata in 10 Paesi su un campione di più di 1200 persone comprendente sia uomini con un tumore in stadio avanzato, sia i caregiver, ed è stata commissionata dall’International Prostate Cancer Coalition (IPCC) con il supporto di Bayer Healthcare.

I risultati, davvero sorprendenti, sono stati presentati al Congresso europeo sul cancro tenutosi a Vienna dal 25 al 29 settembre.

Quali sono i sintomi del tumore alla prostata?

In realtà, nelle fasi iniziali il tumore può risultare asintomatico. Con il progredire della malattia invece sono comuni sintomi come dolore grave e inspiegabile, difficoltà nel camminare o nel salire le scale, fatica nell’addormentarsi e perdita di controllo della vescica. Tutti questi disturbi non sono da sottovalutare e sono il campanello d’allarme che dovrebbe spingere gli uomini a contattare il proprio medico.

Per supportare la diagnosi precoce, Bayer ha ideato il progetto “Men Who Speak Up” , una community di riferimento in cui è possibile confrontarsi e aprirsi, comunicando con altre persone che soffrono degli stessi sintomi e cercando di individuare il problema e di trovare le cure più veloci e adeguate.

La diagnosi precoce gioca un ruolo fondamentale nel “determinare le opzioni di trattamento e le prospettive di recupero”, ha spiegato il Dott. Giuseppe Procopio, Responsabile S.S. Oncologia medica genitourinaria all’INT di Milano.

La sintomatologia di difficile individuazione rende complicato per i maschi accettare l’idea del controllo e, da quanto risultato dall’indagine, sono molti gli uomini che pensano che il dolore quotidiano sia qualcosa con cui bisogna convivere (57%) o, addirittura, che parlare dei sintomi faccia sentire più deboli (34%).

Ma il problema sembra essere anche una questione culturale: più di un uomo su 3 in Europa e Asia-Pacifico ha infatti ammesso di non sentirsi a proprio agio nel discutere con i medici di come si sente fisicamente, un dato che risulta invece molto meno elevato negli Stati Uniti, dove a vivere questa problematica è solo un uomo su 10. Una questione senza dubbio da non sottovalutare, considerato soprattutto che i pazienti di Europa e Asia-Pacifico vedono peggiorare i propri sintomi e la propria condizione in percentuale molto più ampia rispetto ai corrispettivi pazienti americani (EU 72%, APAC 53%, USA 53%).

“L’impegno di Bayer per i pazienti oncologici trascende lo sviluppo di nuove terapie e, grazie alla collaborazione con l’IPPC, a questa indagine e a ‘Men Who Speak Up’, abbiamo l’opportunità di fare la differenza nella vita dei pazienti offrendo loro gli strumenti di cui hanno bisogno per migliorare la loro capacità di comunicare i sintomi ai familiari e ai medici”, afferma l’azienda.

Da qui il progetto “Men Who Speak Up”, nato dal desiderio di fornire risorse utili come un “localizzatore” dei sintomi, una guida di discussione con il proprio medico e fascicoli informativi e classifiche ai pazienti con tumore alla prostata avanzato, ma anche dalla volontà di convincere gli uomini della necessità di mettere da parte i vecchi insegnamenti che li istruivano a “stringere i denti e sopportare”, a fronte dell’importanza della comprensione della malattia e dei vantaggi che la diagnosi precoce comporta sia nel trattamento della malattia che nella qualità della vita.