Matera: quattro volte Gerusalemme.

Di seguito vi presentiamo il primo di una serie di articoli redatti dalla Sig.ra Gea de Leonardis, guida turistica SassieMurgia per Matera e Provincia, per accompagnarci alla scoperta di questo territorio.

La Basilicata, cerniera tra Puglia e Calabria, tra Oriente ed Occidente, con il suo territorio aspro ma carico di suggestioni in cui si alternano spiagge di sabbia bianca, paesi abbarbicati su alte guglie di roccia, scogliere nere a picco sul mare e verdi colline coltivate a grano in una natura autentica e generosa, è una regione ancora turisticamente inesplorata che offre un ventaglio di proposte veramente ampio e variegato.

L’itinerario proposto si svolge a Matera, città nota in tutto il mondo per gli antichi rioni Sassi scavati nella roccia, patrimonio U.N.E.S.C.O. dal 1993,  i quali, proprio per il loro peculiare aspetto, sono stati scelti come set cinematografico in moltissime occasioni, tanto che si contano più di 40 produzioni tra film, fiction e altre opere girate in questo magico luogo.
Mel Gibson, che ha girato a Matera il film  “The passion”, si espresse meravigliato sulla città dicendo: “ In effetti la prima volta che l’ho vista, ho perso la testa, perché era semplicemente perfetta.”
Forse proprio per l’aspetto mistico e austero del luogo, in cui lo sguardo abbraccia un paesaggio fatto di pietra nuda e chiara, quattro dei film girati a Matera la raccontano come novella Gerusalemme, in cui si muovono figure di grande  forza spirituale. Il primo a intuire i rioni Sassi come una nuova Gerusalemme fu Pier Paolo Pasolini che nel 1964 girò “Il Vangelo secondo Matteo”, poi fu la volta di Bruce Beresford con “King David”(1985), Mel Gibson con “La Passione di Cristo” (2003) e Catherine Hardwicke che nel 2006 scelse i Sassi per il suo “The nativity story”.

Tutti i film trattano temi sacri, ma in maniere molto diverse: il film di Pasolini ripercorre la vita di Cristo e la vede da un punto di vista più umano che sacro; il regista non modifica alcun dialogo che non sia contenuto nel testo sacro, convinto che “nessuna immagine o nessuna parola inserita potrà mai essere all’altezza poetica del testo”. Bruce Beresford gira “King David”  narrando le gesta del pastorello diventato re in stile kolossal hollywoodiano, Mel Gibson, invece, narra le ultime 12 ore di vita di Gesù in maniera molto intensa e religiosa utilizzando l’aramaico ed il latino, mentre “The nativity story” di Catherine Hardwicke ripercorre il viaggio di Maria e Giuseppe fino a Betlemme in tono tenero e struggente.

Tutti i film hanno utilizzato l’intero insediamento abitativo dei rioni Sassi come un grande set, non mancano mai le riprese in cui appare interamente in tutta la sua bellezza, ma in particolare sono stati utilizzati alcuni luoghi sia per la particolare suggestività sia per un motivo logistico: doveva essere possibile raggiungerli nella maniera più agevole possibile (nei Sassi c’è una unica strada carrabile, le altre vie di comunicazione si snodano per scalinate e mulattiere).

E’ stupefacente quindi per un ignaro turista finire col passeggiare inevitabilmente attraverso i set di questi o altri film, in cui poco o nulla fu aggiunto per rendere il luogo idoneo alle riprese.
Inoltre ripercorrendo i luoghi in cui Matera fu Gerusalemme, è possibile anche accedere a delle  splendide strutture visitabili, la Casa Grotta o il museo della Civiltà Contadina, i complessi rupestri interamente affrescati di Santa Lucia alle Malve e Convicinio di Sant’Antonio, o raggiungere punti panoramici mozzafiato, come il culmine dello sperone roccioso che si erge al centro del Sasso Caveoso in cui è scavata la chiesa di Madonna dell’Idris. Partendo dalla chiesa Cattedrale, sulla Civita, parte più antica e più elevata dei rioni Sassi, si può scendere attraverso Via Muro, suggestiva ampia scalinata che ricalca il tracciato delle mura medioevali in cui sia Pasolini che Gibson girarono la scena della “Passione di Cristo”, e che compare anche in “The nativity story”, arrivando in piazza San Pietro Caveoso. Alle spalle della chiesa omonima si ammira l’altopiano roccioso di Murgia Timone, luogo in cui sono state girate le scene della crocifissione in entrambi i film sulla vita di Cristo ed altre scene di “King David” e flashback sull’infanzia di Gesù nel film di Gibson.

All’interno del Canyon invece è possibile intravedere la chiesa rupestre di San Vito in cui una magnifica cisterna con garitta fece da Sepolcro per il Cristo pasoliniano e sul fondo la chiesa di Monteverde utilizzata nelle riprese di “King David”;  proseguendo in direzione di Vico Solitario e salendo per il Rione Casalnuovo troviamo i luoghi in cui Gerusalemme fu ricostruita lungo il ciglio della Gravina di Matera in “King David” e le scene del mercato di Mel Gibson, mentre dal lato opposto, l’antica Porta Pistola fu trasformata nella grande Porta di Gerusalemme sia da Gibson che da Beresford. I locali del vicino complesso rupestre di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù furono il set dell’Ultima Cena di Gibson.

Da vedere anche il Belvedere di Murgia Timone, al quale si accede dopo aver oltrepassato le cave di tufo settecentesche in cui avvenne l’incoronazione di Re Salomone nel film “King David”, e la contrada Tre Ponti dove la Hardwicke scelse di ambientare la sua Natività.
Dal Belvedere si può godere in un colpo d’occhio unico della vista di entrambi gli antichi rioni Sassi, da una prospettiva speciale: il luogo in cui si ersero le croci utilizzate nella scena più toccante del film di Mel Gibson, durante le riprese della quale si mormora di miracoli e conversioni avvenuti tra gli attori, la troupe e le comparse impegnate nel film.

Per visite guidate contattare:

ASSOCIAZIONE CULTURALE SASSIEMURGIA
Visite guidate e Promozione del Territorio
Sito web: www.sassiemurgia.com
E-mail: info@sassiemurgia.com
Cell:     +39 320/4429909

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here