Le malattie della tiroide sono piuttosto diffuse e, per una serie di motivi, negli ultimi anni è aumentato il numero delle diagnosi di noduli tiroidei. Non solo: le malattie della tiroide sono tantissime, e per molte non sono ancora state individuate le cause.

Ne parla il dottor Daniele Cappellani, specializzato in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo e medico in questa specialità nell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa, con studio in Montallegro.

Parliamo di tiroide

La tiroide è una ghiandola endocrina situata in basso nella parte anteriore del collo, davanti alla laringe; è piccola, pesa in media 15-20 grammi, e ha forma di una farfalla. Il suo compito principale è di produrre gli ormoni tiroidei T4 e T3 sotto controllo dell’ormone TSH, quest’ultimo secreto da un’altra ghiandola endocrina, l’ipofisi, in un meccanismo a circuito estremamente raffinato. Gli ormoni tiroidei poi saranno veicolati dal sangue e avranno modo di esercitare azioni fondamentali su tutti gli altri organi e apparati. Proprio perché gli ormoni tiroidei agiscono in moltissimi ambiti, le malattie della tiroide possono dare manifestazioni cliniche molto varie e importanti, e quindi meritano senza dubbio attenzione e cure mirate.

Le malattie della tiroide

La patologia autoimmune

Una delle malattie più significative è la patologia autoimmune che rappresenta uno dei capitoli più importanti dell’endocrinologia, innanzitutto per la sua frequenza: i grandi studi di popolazione ci dicono che la percentuale di soggetti che possiede anticorpi diretti contro antigeni tiroidei arriva fino al 20-25% della popolazione totale, con un’incidenza maggiore nelle donne rispetto agli uomini e nei familiari di chi soffre di patologie tiroidee autoimmuni.

In pratica, erroneamente, il sistema immunitario non riconosce più la tiroide come qualcosa di proprio dell’organismo, e avvia nei suoi confronti una reazione immunitaria. L’autoimmunità può esser causa sia di ipotiroidismo sia di ipertiroidismo. Nel primo caso, più frequente, di cui un esempio è la tiroidite cronica autoimmune (spesso anche indicata col nome di tiroidite di Hashimoto), la tiroide funziona meno e dobbiamo intervenire sopperendo al suo mancato funzionamento, quindi dando ormoni tiroidei dall’esterno. Nel secondo caso, invece, la tiroide funziona di più, e quindi diamo farmaci per riportare la produzione di ormoni ai livelli normali.

Non sempre nelle patologie autoimmuni sono presenti sintomi, almeno nelle fasi iniziali. Ad esempio una tiroide che sia oggetto di attacco da parte del sistema immunitario, ma che riesce ancora a produrre una quantità sufficiente di ormoni, non darà alcuna manifestazione clinica. In questo caso non vi è necessità di intervento terapeutico, ma di monitoraggio perché nel corso del tempo si potrebbe andare verso l’ipotiroidismo, con manifestazioni cliniche conclamate e necessità di trattamento.

Quando la tiroide smette di funzionare correttamente può riscontrarsi il caso di ipotiroidismo o di ipertiroidismo.

L’ipotiroidismo

Ipotiroidismo: la non sufficiente produzione di ormoni tiroidei, può dare diversi sintomi clinici tanto più gravi quanto più la mancanza di ormoni sia marcata. Tra di essi: sensazione di stanchezza e facile faticabilità, intolleranza al freddo con ridotta sudorazione, alterazioni nei capelli, riduzione dell’appetito e costipazione e, nella donna, alterazioni dei flussi mestruali. Nel caso di un ipotiroidismo grave e protratto le conseguenze si fanno sentire anche sul cuore. L’aumento del peso, che nell’immaginario collettivo è collegato a un malfunzionamento della tiroide, è proprio solo delle condizioni di ipotiroidismo grave e non trattato. Nel caso di deficit estremamente gravi di ormoni tiroidei si rischia anche il coma, nella forma del coma mixedematoso, con perdita delle funzioni cerebrali fino al decesso.

L’ipertiroidismo

Il problema opposto, cioè l’ipertiroidismo, è dovuto all’eccessiva produzione di ormoni tiroidei. Crea una sintomatologia per molti aspetti diametralmente diversa. Anche qui può esserci stanchezza e facile faticabilità, il paziente ipertiroideo però ha spesso una intolleranza al caldo, con una tendenza a sudare molto. È un paziente che di frequente dice di mangiare di più rispetto a prima, e nonostante questo il peso rimane costante o addirittura cala.

In questa malattia il cuore viene colpito ben presto, tanto che tachicardia e palpitazioni sono spesso tra le prime manifestazioni che spingono a consultare un medico. Infine, e questo può coinvolgere i pazienti con ipertiroidismo su base autoimmune, può esserci un coinvolgimento oculare nella forma della oftalmopatia basedowiana, in cui l’occhio può essere prominente al di fuori del bulbo oculare, con una grave infiammazione dei tessuti circostanti. Quest’ultimo quadro necessita di trattamento in centri altamente specializzati, dal momento che nelle forme più gravi può addirittura portare alla perdita della vista.

 

Daniele CappellaniDaniele Cappellani

Nato alla Spezia l’11/8/1989. Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Pisa il 23/9/2014. Abilitazione all’esercizio della professione il 5/2/2015. Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo all’Università di Pisa il 19/11/2019. Frequenta il corso di dottorato di ricerca in Scienze cliniche e traslazionali all’Università di Pisa. Ha frequentato corsi della Harvard Medical School di Boston (Usa) e del Sahlgrenska University Hospital di Goteborg (Svezia). Medico specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo nell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa. Fa studio in Villa Montallegro.

 

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