L’invecchiamento demografico e i problemi per l’Europa

L’invecchiamento demografico è una tendenza che non si invertirà nei prossimi anni ma che continuerà ad acuirsi. L’Italia – ormai è assodato – è uno dei paesi più vecchi del mondo, ma non è sola all’interno dell’Ue. Anzi, il progressivo invecchiamento della popolazione è un fenomeno che interessa tutto il continente europeo. E nel futuro potrebbe diventare un serio problema da gestire. L’allarme arriva da un articolo dell’Economist.

Europa: sempre meno abitanti, ma sempre più over

Alcuni dati sull’invecchiamento demografico dell’Europa, per capire meglio la situazione. Nel 2018, l’età media in Europa è salita a 43 anni. E l’Italia rappresenta il picco di questa tendenza, con 46,3 anni. Il minimo è detenuto, invece, dall’Irlanda, con 37,3. Secondo le stime, il fenomeno si intensificherà negli anni e nel 2050 l’Europa si ritroverà ad avere un’età media di 47 anni. L’Italia, verosimilmente, supererà i 50. In sei decadi, dal 1990 al 2050, ci sarà stato un balzo in avanti di più di dieci anni per il Bel Paese.

Questi dati sono i risultati di due tendenze che si incontrano: le persone vivono di più e fanno meno figli. Migliori condizioni, una maggiore attenzione verso stili di vita sani e i continui progressi della medicina hanno allungato l’aspettativa di vita – dato di per sé assolutamente positivo. Il problema è che questa tendenza si combina a un calo della natalità. Se l’Europa sarà composta solo di senior e non ci saranno giovani a sostituirli, chi lavorerà?

I rischi per l’Europa

È questo il primo rischio a cui va incontro il continente europeo a seguito dell’invecchiamento demografico: un drastico calo della forza lavoro. Una situazione che sta già vivendo il Giappone. Nel 2015, in Europa si contava un over 65 ogni quattro persone in età lavorative, con un rapporto del 25%. Nel famoso 2050, è stato calcolato che il rapporto diventerà di uno a due, e in America di uno a tre. La diminuzione della forza lavoro ha dirette conseguenze sulla produzione, e di conseguenza sulla crescita e sul PIL dei paesi. E in Europa alcuni di questi hanno già problemi di produttività e di debito pubblico, che potrebbero ancora aumentare.

Un altro fattore di rischio per l’Europa è che la popolazione sta invecchiando tutta, ma a velocità diverse. Indicativamente, i paesi del Sud (fra cui l’Italia) la stanno perdendo, quelli del nord-ovest (eccetto la Germania) crescono per immigrazione e natalità più alta e quelli dell’Ovest si spopolano per l’emigrazione. Una simile situazione, poco uniforme, graverà sugli squilibri economici che già esistono all’interno dell’unione. E che non sono facili da gestire.

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