L’Epifania in Italia tra tradizioni e ricette

Come ogni anno, il 6 gennaio arriva l’Epifania, che tutte le feste si porta via. Una giornata da celebrare, in famiglia o con gli amici, a ogni età, prima di tornare ai riti della quotidianità. Una data ricca di significati, religiosi e laici, e di usanze popolari. Scopriamo quali.

 

Conosciuta anche come dodicesima notte, che è anche il titolo di una celebre commedia di Shakespeare, perché cade 12 giorni esatti dopo il Natale, l’Epifania, che in greco significa manifestazione, ricorda la visita dei tre Re Magi, Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, a Gesù Bambino.

Il personaggio folkloristico della Befana, la vecchina che arriva a cavallo della sua scopa e porta doni e dolciumi ai bambini, sarebbe invece ispirata a precedenti riti pagani legati all’agricoltura, e al nuovo anno che si avvia, preparando un altro raccolto.

Nelle Marche e in Abruzzo si dice che nella dodicesima notte gli animali possono parlare, mentre in Sicilia si narra che i Re Magi, attraversando l’isola per andare a Betlemme, fecero fiorire tutti gli aranceti.

In Toscana i contadini guardavano attraverso il camino, cercando di vedere le stelle. Se ci fossero riusciti, l’annata sarebbe stata favorevole.

In Calabria le ragazze prima di andare a dormire recitavano una canzoncina augurale: se avessero sognato una chiesa in festa o un giardino fiorito si sarebbero sposate entro l’anno.

A Faenza, ancora oggi, la vigilia dell’Epifania è dedicata alla Nott de’ Bisò, durante la quale il Niballo, un grande fantoccio raffigurante Annibale, il guerriero saraceno che simboleggia le avversità, viene bruciato in un enorme falò al centro della piazza. E dopo, vin brulè per tutti, negli eleganti gotti di ceramica locale.

 

In Friuli Venezia Giulia invece si brucia il Pignarùl, un covone di rovi sormontato da un pupazzo della Befana. A Ferrara c’è la tradizione dei questuanti in maschera e in Toscana si canta la Befanata, la canzone della Befana. Ma la festa nazionale della Befana è a Urbania, in provincia di Pesaro, dura molti giorni e si conclude con un palio.

La ricetta per un dolcissimo carbone! 

Oggi in tutta Italia i bambini appendono una calza vuota alla versione moderna del camino, la cappa della cucina, sperando di trovare la mattina dopo anche un po’ di carbone, dolce insieme ai regali e ai cioccolatini: qualche marachella sanno di averla combinata, nell’anno precedente. E poi è così buono!

Un tempo solo nero, il carbone dolce oggi è di tutti i colori, e facilissimo da preparare, anche a casa. Servono 100 grammi di zucchero a velo, 400 grammi di zucchero semolato, il colorante alimentare che preferite, un albume d’uovo montato a neve ferma e un cucchiaio di alcol puro. Con 300 grammi di zucchero semolato e l’acqua necessaria a ricoprirlo, preparate un caramello, che poi unirete all’albume mescolato con l’alcol e lo zucchero rimasto. Mettete il tutto in uno stampo antiaderente e quando sarà completamente freddo rompetelo in pezzi. Sarà pronto per essere mangiato. O messo nella calza della Befana.

La dolce ricetta per l’Epifania toscana

Se invece volete cucinare i Befanini, biscotti tipici della tradizione toscana, vi serviranno 500 grammi di farina, 300 di zucchero, 150 di burro e 4 uova, poi mezzo bicchiere di latte, mezza bustina di lievito vanigliato, un bicchierino di rum, la scorza grattugiata di un’arancia e le codette colorate per decorarli.

 

Dopo avere impastato gli ingredienti, tenendo da parte un uovo, fate una palla e lasciatela riposare in frigo per 30 minuti. Stendete l’impasto sulla spianatoia infarinata, deve essere spesso circa mezzo centimetro, ricavate i biscotti con i vostri stampi preferiti, spennellateli con l’uovo rimasto e decorateli con le codette. Cuoceranno 15 minuti nel forno a 180°.

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