Legge di Stabilità 2016: agevolazioni per il mattone

La manovra finanziaria 2016 è ormai in vigore dal 1 gennaio scorso e diverse novità sono così divenute legge per milioni di contribuenti. Tra le principali spiccano senz’altro gli interventi che il Parlamento ha operato in materia di immobili e soprattutto sulla prima casa. In primo luogo, infatti, c’è una buona notizia per i proprietari di immobili e per le imprese.

La manovra ha eliminato la TASI sulla prima casa e l’IMU per terreni agricoli e imbullonati delle imprese. L’abolizione della TASI prima casa non riguarda però le abitazioni di lusso (classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9) mentre viene invece estesa al coniuge «a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio». È prevista poi una riduzione della TASI del 25% per gli immobili locati a canone concordato e una riduzione al 50% della base imponibile IMU per gli immobili dati in comodato a genitori o figli. Per quanto riguarda le misure di fiscalità immobiliare per le imprese, ci sono la riduzione della TASI per i beni merce e l’esenzione IMU per terreni agricoli e macchinari fissi al suolo delle imprese.

La riduzione delle imposte di cui sopra si accompagna poi ad altre misure volte a stimolare le compravendite immobiliari del segmento residenziale, ovvero:

– la tassazione agevolata (imposta di registro e imposte ipocatastali pagabili in misura ridotta) per l’acquisto della prima casa anche a chi cambia la propria abitazione acquistando un nuovo immobile prima di aver alienato il precedente. In precedenza, infatti, occorreva alienare la prima casa antecedentemente l’acquisto della nuova per poter fruire dei benefici fiscali;

– la possibilità di acquistare la prima casa anche tramite leasing immobiliare;

– la detrazione di parte dell’IVA pagata al costruttore per l’acquisto della prima casa (qualora si acquisti un immobile ad alta efficienza energetica);

– il bonus mobili per le giovani coppie che comprano casa.

Oltre alle misure viste pocanzi si ricorda, naturalmente, la consueta proroga delle detrazioni per ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

In questo contesto, il potenziale acquirente o venditore di immobili potrebbe, inoltre, valutare la possibilità di siglare contratti di “rent to buy”; nuova forma contrattuale introdotta nel recente passato da legislatore, che consente all’acquirente di stipulare un contratto d’affitto finalizzato all’acquisto dell’immobile locato, a un prezzo prefissato all’atto della stipula, dopo un certo periodo di tempo.

Appare quindi palese l’intenzione del Governo di alleggerire la pressione fiscale sul settore immobiliare per far ripartire un mercato ormai stagnante. Ciò potrebbe essere una scelta azzeccata se si considera il potenziale effetto sinergico che le misure fiscali favorevoli possono avere con i tassi d’interesse attualmente ai minimi storici e gli istituti di credito che offrono (seppur con cautela) mutui con spread risibili se raffrontati ai tassi applicati solo qualche anno fa. In conclusione, se in questo scenario aggiungiamo anche la persistente instabilità dei mercati finanziari e la conclamata fragilità del sistema bancario europeo, il mattone potrebbe forse tornare ad essere un buon investimento e un rifugio “sicuro” per i risparmi degli italiani.

Si consiglia, naturalmente, di valutare ogni potenziale investimento con cura e attenzione, rivolgendosi a un consulente per quanto riguarda la redazione della contrattualistica, l’eventuale stipula di mutui e l’ottenimento delle agevolazioni fiscali spettanti.

Dott. Alessio Albanese

Dottore Commercialista – Revisore Legale

Studio Bolla Bergero Bianco – CTL consultancy