Le Ville della Lucchesia, tra paesaggio e architettura

LUCCA. Anche Michel de Montaigne non aveva mancato di rimarcarlo nel suo “Viaggio in Italia” sul finire del Cinquecento. Da allora sono passati cinque secoli ma se i contesti sono cambiati, gli scenari sono praticamente gli stessi. Parliamo di Lucchesia, lo straordinario territorio che circonda la città di Lucca, e soprattutto delle splendide ville lucchesi, testimonianza diretta di quella classe più agiata che tra il XV e il XIX secolo decise di realizzare quali residenze estive alternative a quelle invernali in città. Oggi sono un autentico patrimonio, in un connubio perfetto tra costruito e paesaggio, tra architettura e natura. Siamo andati a vederne due: Villa Torrigiani di Camigliano e Villa Grabau.

Sono le aree agricole del territorio delle Sei Miglia intorno a Lucca la cornice della rete di oltre 500 residenze del patriziato lucchese. Aristocrazia che nell’arco di quattro secoli ha investito nella campagna e nella zona collinare che circonda la Piana di Lucca consolidando il proprio status con i possedimenti fondiari e il titolo di nobiltà. Il tutto grazie ai redditi provenienti dall’industria serica, dai traffici internazionali e dalle attività bancarie.

Siamo andati a vedere Villa Torrigiani di Camigliano, che costituisce il miglior esempio di architettura barocca in Toscana; e Villa Grabau, una delle principali dimore storiche lucchesi del Rinascimento che ha conservato intatti mobili e dipinti d’epoca.

Villa Torrigiani di Camigliano

La dolce salita che conduce alla Villa è di grande impatto: lo scenario che pian piano si apre agli occhi del visitatore mostrano il parco e la residenza patrizia della famiglia Buonvisi, realizzati agli inizi del Cinquecento. Alessandro Buonvisi, nel suo testamento del 1539, lasciò i suoi beni al figlio Lodovico, ma salvò la villa di San Pancrazio che riservò alla moglie. L’edificio risale forse al secolo precedente ed è attribuibile a Matteo Civitali, spirito indagatore dei delicati rapporti armonici delle architetture. Un disegno di derivazione rinascimentale, un respiro fiorentino e manierista per il disegno complesso e originale.

Adagiata su un falsopiano, la villa e lo spazio intorno sono un gioco equilibrato di piani, di chiaroscuri di prospettive e volumi. La composta facciata a valle contrasta decisamente con il largo portico a doppio volume contenuto da un alto colonnato. Giochi di piani che si intersecano e si inseguono sono il tratto distintivo anche del giardino dove la duplice pendenza del terreno desta continuamente sorpresa con terrazzamenti, muretti, poggi erbosi, basse siepi di bosso, uno scalone protetto da una volta di carpini, una “stanza di verzura”, un belvedere coperto da una volta di tassi aperto sul giardino sottostante, sul paesaggio delle colline e sulla città.

La proprietà passò poi al marchese Nicolao Santini, ambasciatore della Repubblica di Lucca alla corte di Luigi XIV, “re Sole”, che apportò notevoli modifiche attratto dell’architettura di Versailles. E’ stato così che è iniziata la trasformazione del parco con le grandi vasche – progettate da Le Notre – in cui si specchia ancora la nuova facciata barocca e la creazione del giardino “Teatro di Flora”, con i giochi d’acqua, che diviene il tema decorativo degli affreschi interni – a trompe l’oeuil – di Pietro Scorzini. Nel Teatro di Flora come in casa si può notare l’arma della famiglia Santini: due punte di diamante con sotto un fiore aperto (camelia).

A partire dal XIX secolo, il parco ha assunto un aspetto molto più romantico con l’arricchimento di esemplari di pianti provenienti da tutto il mondo (Lilliodendrum Tulipifera, Cedro dell’Atlante, Taxodium districum, Olea Fragrans…). Un magnifico viale di cipressi porta alla maestosa facciata barocca delle Villa, al cui interno sono ancora perfettamente conservati i ricchi arredi originali e gli affreschi decorativi di Pietro Scorzini. Oggi, la Villa è ancora abitata dalla famiglia discendente di Nicolao Santini tramite il matrimonio nel 1816 tra Vittoria Santini e il Marchese Pietro Guadagni Torrigiani, ed è sempre patrimonio dell’antica discendenza grazie al matrimonio tra la Marchesa Simonetta Torrigiani e il Principe di Stigliano Don Carlo Colonna nel 1937. Da vedere anche la cappella, fabbricato ubicato nei pressi della villa.

Villa Torrigiani di Camigliano
Via del Gomberaio, 3 55010 Camigliano Santa Gemma (Lucca)
Aperta da marzo a novembre
Tel. 0583 – 928041
a 10 km chilometri da Lucca, 20 da Montecatini, 65 km da Firenze
villacamigliano@virgilio.it

 Villa Grabau

E’ una delle principali dimore storiche lucchesi del Rinascimento che ha conservato intatti mobili e dipinti d’epoca. Adagiata sul limitare fra la pianura e la collina circostante, in posizione panoramica alla fine del lungo ed imponente viale di accesso che si apre al di là della sontuosa cancellata d’ingresso, a soli 7 chilometri dal centro della città di Lucca, la villa appare per la prima volta in un estimo cinquecentesco al centro una vasta chiusa acquistata dai ricchi mercanti lucchesi Diodati e da loro edificata sulle rovine di un borgo medievale, poi trasformata nel tempo con tratti rinascimentali e infine neoclassici, per essere infine ceduta a Carolina Grabau, sposa di un ricco banchiere tedesco, nel 1868.

Due cancelli conducono al centro del parco, dove sorge la villa. Su un lato, raffinato e prezioso, il cancello rosso ha bei mosaici realizzati con frammenti di cotto; l’altro, due alti pilastri e portali in ferro battuto, inquadra la composizione equilibrata del giardino e della villa. Situata in un contesto di assoluta bellezza, il complesso storico Villa Grabau offre al viaggiatore suggestioni di un tempo immutato. La Villa, interamente affrescata da Francesco Bianchi, celebre artista lucchese che dipinse alcune importanti sale di Palazzo Ducale a Lucca e la camera da letto di Carlo Ludovico di Borbone – Parma, è arredata con mobili e dipinti d’epoca e arricchita da importanti statue in marmo.

Le arcate leggere della villa si aprono sul salone centrale del piano terra affrescato con motivi a trompe l’oeil e tutt’intorno un grande parco di nove ettari accoglie specie autoctone e provenienti da varie parti del mondo. Boschetti con viali ombrosi, ampi e ariosi spazi verdi con alberi e arbusti introdotti all’inizio dell’800, grazie all’Orto Botanico di Lucca che contribuì a fare dei giardini delle ville dei veri e propri mirabilia vegetali. Fra le specie più maestose il cedro dell’Atlante, il cipresso dell’’Arizona e l’olivo odoroso, la palma a ventaglio della California, e quello da dattero delle Canarie.

C’è poi la straordinaria costruzione secentesca, una delle più notevoli e importanti della Toscana, per il ricovero invernale di una importante collezione di piante di limone centenarie conservate nelle antiche conche in cotto con ancora impressi gli stemmi degli antichi committenti. Il parco e la villa sono visitabili – a pagamento – tutto l’anno e senza prenotazione. La visita al Parco è libera con l’ausilio di una mappa cartacea; la visita all’interno della villa è accompagnata. Durata della visita completa circa 45 minuti.

Villa Grabau
Via di Matraia, 269
55100 San Pancrazio (Lucca)
tel. 0583 – 406098
www.villagrabau.it
info@villagrabau.it

Per saperne di più

Associazione delle Ville e dei Palazzi Lucchesi
55018 Segromignio in Monte C.P.36
segreteria@villelucchesi.netQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.villelucchesi.net

Associazione “Lucca in Villa”
c/o Villa Bernardini – Vicopelago (Lucca)
tel. 0583 – 370327
www.luccaedintorni.it/ville.htm

Prestigiose residenze ormai parte del paesaggio

Le ville lucchesi, ovvero i palazzi in villa rappresentano ancora oggi un patrimonio di notevole bellezza. Prestigiose residenze costruite dal XV fino al XIX secolo che per la maggior parte sono tuttora in mano ai privati attraverso passaggi di generazione in generazione. La struttura delle ville lucchesi è propria di un’opera d’arte: ampi e arborati giardini, portici, saloni, affreschi e statue, parchi con vasche, pescherie e laghetti. Nella costruzione di queste opere di borghesia urbana immerse tra olivi e vigneti, i lucchesi hanno modificato il loro paesaggio tenendo come considerazione primaria la bellezza.

Eugenio Serlupini – Giornalista TurismoItaliaNews.it 

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