Le terapie non farmacologiche che aiutano il benessere dei malati

Il potere terapeutico del green gardening, a contatto con la natura; il senso di libertà di un treno sempre pronto a partire fra le immagini in corsa dietro i finestrini. Ma anche la gratificante sensazione che accompagna la presenza giocosa e carezzevole degli animali domestici, compagni affettuosi di gioco. Momenti di benessere rubati al decorso inesorabile dell’Alzheimer grazie alle terapie non farmacologiche (TNF), uno dei rimedi a oggi più efficaci per preservare il più a lungo possibile le funzionalità residue dei malati favorendo il controllo dei disturbi del comportamento.

A illustrare in dettaglio cosa sono e come funzionano queste innovative terapie è “Io sono l’Alzheimer”, la prima guida pratica per conoscere e affrontare la malattia promossa da Korian Italia e pubblicata da Gribaudo – IF Idee Editoriali Feltrinelli con la consulenza scientifica di Aladar Bruno Ianes, Direttore Medico di Korian Italia. Un vademecum di consigli e informazioni utili rivolto alle famiglie, ai caregiver, e a tutti coloro che desiderano conoscere il decorso di una malattia così complessa.

Emergenza Alzheimer

La malattia di Alzheimer è considerata una delle vere emergenze del futuro: nel mondo sono 47 milioni circa le persone affette da una forma di demenza, ma la cifra è destinata a raddoppiare ogni venti anni. In Italia si stimano 1.241 mila casi, che diventeranno 1.609 mila nel 2030 e 2.272 mila nel 2050 (Fonte: Federazione Alzheimer Italia 2018). Per la maggior parte sono donne (73,9%), fra i 75 e gli 84 anni (49,1%). Quasi la metà dei malati vive in casa con i familiari (46,4%), o con altri caregiver (28,7%) e solo il 12,1% alloggia in residenze assistenziali (Fonte: European Carers’ Report 2018).

Ridurre lo stress per attivare il benessere

Parte integrante del percorso di cura domiciliare sono le terapie non farmacologiche, utili a rallentare il declino cognitivo e funzionale, a controllare i disturbi del comportamento e a compensare le disabilità causate dalla malattia. Si tratta di attività e strumenti pratici, come:

Terapia del Treno (o Trenoterapia)

La Terapia del Treno agisce sui disturbi comportamentali stimolando i rapporti, le relazioni, gli incontri e creando momenti di socialità. Un vagone virtuale in stile retrò simula un viaggio di 45 minuti per placare l’ansia di fuga dei malati, tipica dell’Alzheimer. All’interno del vagone i viaggiatori sono seduti su comode poltroncine, da cui possono osservare un paesaggio fittizio riprodotto da uno schermo che fa riaffiorare emozioni e ricordi perduti, donando una sensazione di pace e serenità.

Terapia occupazionale

Utilizza le attività quotidiane come sfogliare un giornale o prendersi cura dei fiori per migliorare le prestazioni cognitive e le relazioni sociali di pazienti con forme lievi o moderate di demenza. Inoltre, l’affaccendamento è un potente antidoto all’ansia di fuga perché tiene impegnata la mente del malato.

Reality-Orientation Therapy (ROT)

La terapia di orientamento alla realtà cerca di mantenere il malato aderente alla realtà che lo circonda, agendo sull’identità personale e rallentandone il declino cognitivo. Obiettivo primario è quello di riorientare il malato rispetto a sé e all’ambiente esterno.

Camuffamento degli spazi abitativi

Utile a nascondere le vie di uscite allo sguardo dei malati con raffigurazioni di paesaggi, quadri e piante che non rendano riconoscibili porte e finestre. Una soluzione essenziale per placare l’ansia di fuga dei malati.

Pet Therapy

Grazie all’interazione con animali domestici (cani e gatti), il malato migliora il proprio benessere psico-fisico, sia attraverso la dimensione ludica che attraverso il contatto che attiva un meccanismo di gratificazione sensoriale, contribuendo alla produzione di dopamina, l’attivatore cerebrale dei centri del piacere. Infine, prendersi cura di un animale fa sentire utile il malato, che entra a far parte di una routine virtuosa di azioni ripetute e appaganti con il Pet.

Drammaterapia

Basata sull’utilizzo di strumenti della rappresentazione teatrale e sull’interazione fra i vari “attori” del gruppo ha come obiettivi la stimolazione della capacità di raccontarsi ed esprimere emozioni; il miglioramento delle competenze e dei rapporti interpersonali; l’elaborazione dei problemi attraverso la “distanza drammatica”, ovvero l’osservazione delle situazioni con gli occhi di uno spettatore per prenderne le distanze e valutarle con il giusto distacco emotivo.

Sandtherapy (o terapia della sabbia)

Grazie all’uso della sabbia cinetica, modellabile e che non sporca, è utile alle persone con demenza sempre alla ricerca di qualcosa da toccare con le mani, che si aggrappano a tutto o che piegano continuamente lo stesso fazzoletto. Stimola l’area sensoriale e mnesica, favorendo il flusso delle emozioni e stimolando la memoria procedurale, quella che permette di compiere le piccole azioni in automatico – ad esempio andare in bicicletta o allacciarsi le scarpe.

La Sensory Room

La stanza multisensoriale per la stimolazione cognitiva ideata per attivare dinamiche di rilassamento grazie al Music-Bed, il letto sensoriale che, collegato ad un impianto stereo, vibra con la musica trasmessa attivando un massaggio rilassante.
La Doll Therapy: favorisce la stimolazione della memoria, contribuendo alla riduzione dei disturbi comportamentali. Una bambola con peso e dimensioni appositamente studiate, empatica nell’abbraccio, diventa il bambino da accudire, curare, guardare, stringere, rievocando la maternità o paternità del paziente.

Ma non solo. Oltre alle terapie sopra citate, vengono spesso utilizzate anche: le Sensory Rooms, la Danza Movimento Terapia, la Food Therapy, l’arteterapia, la musicoterapia, i giardini terapeutici, l’aromaterapia, la Validation Therapy.

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