Le nuove abitudini degli over 60 in vacanza

Con il passare degli anni la condizione di anzianità si è molto modificata e i cambiamenti hanno riguardato anche l’atteggiamento delle persone anziane rispetto alle vacanze e ai viaggi durante la stagione estiva. Michela Strozzi, psicologa e psicoterapeuta della Residenza sanitaria assistenziale Villaggio Amico, che si trova a Gerenzano (VA) – ci aiuta a capire quali sono le aspettative degli anziani rispetto alle vacanze e quali bisogni possono emergere.

Inserire le persone anziane in un rigido stereotipo non è corretto poiché difficilmente esse si rispecchiano nell’immagine della persona poco attiva, triste e rassegnata all’ “oramai”; la tendenza piuttosto è quella di mantenere, e far emergere, una continuità con la stagione di vita precedente. Secondo alcuni esperti di sociologia dell’invecchiamento, oggi ci troviamo di fronte a una modalità d’invecchiamento nuova e non ancora completamente riconosciuta nel nostro modello culturale. Altri studiosi sottolineano che il dato rilevante non sia tanto quello dell’invecchiamento della società, quanto quello relativo a una sorta di ringiovanimento degli anziani per i quali anche le vacanze rappresentano un’opportunità significativa.

Prendere parte ai viaggi durante l’estate è tra le attività preferite degli over 60 in quanto la persona anziana in vacanza si aspetta ciò che ogni comune viaggiatore desidera: socializzare, recepire stimoli interessanti, acquisire conoscenze e magari approfondire una nuova lingua.

La propensione per i viaggi sembra destinata a svilupparsi sempre di più. Il progresso non sarà però visibile solo a livello quantitativo ma probabilmente assisteremo a ulteriori cambiamenti e a profonde modifiche proprio nel modo di fare vacanza. Sempre più persone anziane considereranno la vacanza come una delle modalità per arricchirsi da un punto di vista culturale, per conoscere situazioni e culture diverse, oltre che per recuperare la propria memoria e le proprie tradizioni.

In quest’ottica, meritano un’attenzione particolare le persone anziane con fragilità: anche a loro un periodo di svago e relax può giovare molto, sia in termini fisici sia per quanto concerne gli aspetti psicologici.

Se pensiamo alle fragilità più comuni – difficoltà cardio-respiratorie, difficoltà di movimento, ecc. – l’interrogativo che sorge spontaneo è: meglio il mare o la montagna? Secondo gli esperti non esiste una vacanza ideale: sia il mare, sia la montagna presentano aspetti favorevoli ma anche criticità. Tutto va pensato basandosi sulle proprie risorse e difficoltà, possibilmente seguendo i consigli di un medico di fiducia. Forse la risposta a questa emblematica domanda può essere trovata nel mezzo: la vacanza in collina, dove è possibile coniugare il piacere della campagna e dell’aria più salubre e ventilata rispetto alla città, può rivelarsi la scelta perfetta.

Per quanto riguarda fragilità più particolari e complesse, come la Malattia di Alzheimer e le altre demenze, va detto che negli ultimi anni è notevolmente aumentata la sensibilità rispetto a questo tema. Grazie all’impegno di alcune associazioni è possibile accedere a soggiorni organizzati in cui viene messo a disposizione un personale adeguatamente formato. Questo tipo di organizzazione ha il duplice obiettivo di permettere sia alla persona malata, sia al suo familiare, di trascorrere una vacanza che possa essere di reale sollievo.

In conclusione si può affermare che anche gli anziani vogliono essere considerati per quello che sono: persone, non consumatori.

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