Lavorare anche dopo la pensione? Due over 50 su tre dicono di sì

Se per molte persone la pensione rappresenta un traguardo oltre il quale le parole d’ordine sono relax e tempo libero, per molti altri rappresenta un traguardo da allontanare ancora per qualche anno perché la voglia di lavorare e di mettersi alla prova è ancora tanta e le energie ci sono tutte.

Questo è quello che emerso da una recente ricerca di Deloitte, “Voice of the Workforce in Europe” che ha l’obiettivo di trasmettere la “voce della forza lavoro” dell’Europa, esaminando gli atteggiamenti e le opinioni dei lavoratori over 50 al fine di tratteggiare i contorni dell’attuale mercato del lavoro. L’indagine ha interessato 10 Paesi europei e ha coinvolto oltre 15 mila over 50 evidenziando come questi giochino ancora un ruolo fondamentale nell’evoluzione dell’attuale mercato lavorativo.

Dai dati è emerso come il mondo del lavoro oggi sia investito da due megatrend; da una parte i giovani cominciano ad avere un impiego stabile sempre più tardi, e dall’altra, gran parte degli attuali impiegati si sta avvicinando all’età pensionabile.

Un altro dato interessante è quello che vede due europei su tre, di età superiore a 50 anni, intenzionati a restare al lavoro anche dopo l’età pensionabile, ma a determinate condizioni; l’89% dei lavoratori, valuta la sicurezza del lavoro e la stabilità come priorità per continuare a sentirsi motivati sul lavoro, mentre il 61% dei lavoratori in Europa dichiara di vedere nel lavoro a tempo indeterminato la condizione contrattuale migliore in cui essere inquadrati.

Nonostante questo, gli over 50 si dichiarano favorevoli a individuare nuove forme di collaborazione una volta superata l’età pensionabile, come quella di venire inquadrati per metà tempo dipendenti (part time) e per l’altra come consulenti esterni, in modo da poter contare su di una certa autonomia nel gestire il proprio lavoro e il proprio tempo. Inoltre, visti i forti cambiamenti che interessano il mercato del lavoro a causa delle sempre più frequenti innovazioni tecnologiche, il 67% degli intervistati ha dichiarato che gradirebbe da parte delle aziende una maggiore attenzione alla formazione, in modo da poter mantenere sempre aggiornate le proprie competenze lavorative.

I dati raccolti da Deloitte con la ricerca Voice of the Workforce in Europe sono stati elaborati e raccolti in una relazione dalla quale sono emersi cinque punti chiave che secondo gli intervistati dovrebbero suggerire alle politiche del lavoro e alle aziende stesse come rendere il mercato del lavoro più dinamico e adatto alle attuali condizioni socio economiche, facendo tesoro delle capacità e delle necessità dei lavoratori over 50:

1. Investire sulle carriere più lunghe

Grazie alle migliori condizioni di vita, è sempre maggiore il numero di over 50 che desidera prolungare la propria attività lavorativa anche dopo l’età pensionabile, investire su questo dato potrebbe portare le aziende ad avere una forza lavoro sempre più qualificata e affidabile in grado di formare al meglio le nuove leve e di garantire al contempo un lavoro di qualità basato su esperienza e competenze.

2. Coinvolgere e motivare la forza lavoro

La ricerca sottolinea che mantenere alta la motivazione dei lavoratori è sicuramente un metodo per garantire il successo aziendale.

3. Modelli di carriera alternativi, ma non troppo

Incentivare nuove forme di lavoro soprattutto per gli over 50 come la gig economy o lo smart work senza farle diventare la regola, ma un buon compromesso.

4. Più formazione tecnologica

Seguendo le evoluzioni del mercato del lavoro, le attività di formazione dovrebbero essere incentrate a mantenere il passo dell’evoluzione tecnologica puntando anche sull’automazione, robotica e l’intelligenza artificiale.

5. Promuovere il lifelong learning

Non solo formazione tecnica, ma anche sviluppo di competenze trasversali come la comunicazione, il lavoro di squadra, il problem solving, e l’aggiornamento continuo.

Andrea Carozzi

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