Quando l’amore comincia da un nome

Non si può dare un’età ad Elda Lanza anche se i suoi 92 anni dovrebbero parlare da soli. Ma la verità è che non conta l’età anagrafica, ma quella mentale e qui parliamo di una donna che ha vissuto tante vite professionali e che ancora oggi non smette di stupire.
Signora della televisione Italiana, giornalista, docente e, dall’età di 86 anni, scrittrice, ha appena pubblicato il suo ultimo romanzo: “Imparerò il tuo nome” edito Ponte alle Grazie.

“Imparerò il tuo nome” racconta la storia di una donna, della sua educazione sentimentale che passa anche attraverso una sessualità esplicita.
Quando una persona si sente abbandonata sin dall’infanzia, e vive questa condizione come una colpa, cerca l’amore come compensazione di quel vuoto. E accetta quello che arriva sperando nel “per sempre”.

Quindi anche vivendo esperienze sessuali tra le più disparate?
Il contatto fisico è uno dei modi con cui la protagonista cerca il sentimento. Ma non si tratta di un libro erotico.

La sua storia è scritta in prima persona e non si conosce il nome della protagonista. Noi lettori sappiamo, però, che fa la giornalista. Quanto c’è di lei in questo personaggio?
Non sono io, ma c’è qualcosa di me. Come l’amore per l’arredamento, il terrore della solitudine e dell’abbandono, la professione e la vita professionale.

Quando c’è stata la scintilla che l’ha portata alla stesura di “Imparerò il tuo nome”?
L’ho scritto anni fa. Poi l’ho fatto leggere a Mariano Sabatini, collega giornalista e scrittore, che mi ha detto che non potevo tenerlo in un cassetto. Così l’ho proposto a Ponte alle Grazie.

È un libro che parla di amore, cos’è per lei l’amore?
Un sentimento molto positivo e importante. Già in fasce si riconosce l’odore della mamma come amore. Da lì parte e continua per tutta la vita. È guida, sostegno, risposta a molte domande. Amare è molto più difficile che chiedere amore.

Elda Lanza ha vissuto tante vite a livello professionale, quando è iniziata quella da scrittrice?
Circa a 87 anni. Ho sempre scritto, ma la scoperta del romanzo giallo è avvenuta a quell’età. Protagonista dei miei romanzi è un bellissimo avvocato napoletano, Max Gilardi. A breve uscirà il settimo volume di questa serie, il titolo sarà “La bestia nera”. Sono tutti editi da Salani. E poi ho scritto “Il tovagliolo va a sinistra” per Vallardi, un manuale sull’arte della convivenza.

Come si arriva a 92 anni così pieni di idee? Qual è la ricetta?
L’età non conta se la salute aiuta e per avere una buona salute bisogna iniziare a curarsi da giovani. Inoltre non vorrei riavere i miei 35 anni, sono molto felice adesso senza pensieri e preoccupazioni. Sono passata attraverso un’infanzia e una primissima giovinezza molto dolorose, una maturità molto impegnata e poi, finalmente, è arrivata la vecchiaia e con lei la serenità.

Virginia Leoni

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