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La pratica del Qi Gong per ritrovare il benessere

Siete pronti per praticare il Qì Gong? Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: il test d’intelligenza non c’entra nulla. non sta per quoziente intellettivo, ma è un termine cinese, in bilico tra aria e spirito, che si può riassumere con un unico concetto: “soffio vitale”. Per chi ha studi classici alle spalle, è grossomodo l’equivalente del greco antico pnéuma. Gōng significa, invece, “abilità”, “tecnica”.

Quando parliamo di Qì Gōng, quindi, ci riferiamo ad una serie di tecniche di respirazione che permettono di raggiungere uno stato di profondo benessere fisico, psicologico e spirituale.

Conosciuto e praticato da millenni, il Qì Gōng è nato addirittura prima della scrittura, anche se in forme ancora primordiali. Nel tempo la disciplina si è affinata, fino a diventare una vera e propria branca della medicina tradizionale cinese, con influenze che affondano le radici nelle arti marziali e nel taoismo.

Ma non siamo di fronte all’ennesima variazione sul tema dello spiritualismo new age e a buon mercato. Il Qì Gōng nasce da esigenze fondamentalmente pratiche. E da una precisa osservazione empirica: gli antichi cinesi si erano resi conto, infatti, che ognuno di noi, per sopportare un dolore acuto, tende spontaneamente a inspirare in modo rapido e continuo, producendo un suono sibilante. Dallo studio e l’approfondimento di questa semplice azione, sono sorte infinite tipologie di movimenti e posture, in seguito codificate in veri e propri protocolli terapeutici.

Abbinando una serie di posizioni statiche e dinamiche a particolari tipi di respirazione, è possibile influenzare i centri energetici presenti nel nostro corpo. Ciò produce un innalzamento della frequenza di energia all’interno corpo, con effetti positivi immediati su mente e spirito. Una sorta di “training energetico” utilissimo per chi soffre di ipetensione arteriosa o disfunzioni cardiovascolari, come hanno attestato diversi studi scientifici compiuti in Cina a partire dagli anni ’80.

Non solo. Il Qì Gōng, se praticato con costanza, aumenta la produzione di beta-endorfine e altri neuro-trasmettitori dagli effetti analgesici, oltre a migliorare l’ossidazione e, dunque, il riassorbimento dei tessuti lussati. Ma le proprietà benefiche del Qì Gōng sono infinite e decisive nel combattere ansia, depressione e nevrosi, come dimostrano diversi test incrociati compiuti su un campione di persone che praticano settimanalmente quest’antichissima disciplina orientale.

 Lorenzo Tosa

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