La depressione autunnale: individuarla e combatterla

La depressione autunnale è un disturbo molto diffuso. Ecco perché compare e come si può combattere.

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Un paio di mesi fa abbiamo riflettuto sul fatto che il ritorno dalle vacanze può rappresentare un momento particolarmente pesante per il nostro corpo e per la nostra mente, sia per il faticoso riadattarsi a ritmi di vita più lenti e monotoni, sia per il doversi confrontare con il tanto “tempo ritrovato” di cui disponiamo, senza poter contare sul “dolce far niente” delle vacanze o sulla gioia del ritrovarsi in un clima vacanziero, sereno e coinvolgente.

Il problema è, dunque, quello di ritrovarsi a dover fronteggiare una serie di difficoltà relative al vuoto quotidiano, con il rischio di cadere nella noia, nell’apatia o nella solitudine depressiva.

In questo periodo, come conseguenza del cambiamento climatico e di modificazioni ambientali e di stile di vita, possono comparire piccole crisi depressive, cambiamenti dell’umore che hanno un andamento ciclico. Le persone cominciano a descrivere un malessere che viene collegato al brutto tempo e alla riduzione delle ore di luce durante il giorno, eventi tipici dell’avvicinarsi dell’inverno.

La depressione autunnale rientra nel più ampio quadro della cosiddetta “depressione stagionale” (SAD – Seasonal Affective Disorder) che colpisce, appunto, ad ogni inizio autunno e, in percentuale minore, anche a inizio primavera.

Questo disagio si differenzia dalla normale tristezza che si può provare al rientro dalle vacanze, e si manifesta con i tipici sintomi della depressione, in particolare con un persistente calo del tono dell’umore, stanchezza, modificazioni dell’appetito e del ritmo del sonno (in particolare, compare una sonnolenza eccessiva), scarso interesse per le attività solitamente piacevoli ed affrontate con slancio, tendenza al ritiro sociale e difficoltà ad affrontare la quotidianità. Può anche emergere un intenso desiderio di cibo, soprattutto di carboidrati, con conseguente aumento del peso corporeo.

Ci si sente quindi privi di forze e di energia, si è confusi, ansiosi e si ha difficoltà di attenzione.

Sono proprio bambini e anziani le categorie più esposte a questi disturbi, in quanto queste persone risultano particolarmente “deboli“; occorre anche citare, come maggiormente vulnerabili, quelle persone che hanno stili di vita caratterizzati da trascuratezza o che sono sottoposte a pesanti stress esistenziali.

Il cambio di stagione è anche un momento particolarmente critico per chi già soffre normalmente di depressione, poiché in questo periodo le sollecitazioni a cui è sottoposto il nostro organismo acutizzano disturbi preesistenti.

Nella maggior parte dei casi, questi disturbi scompaiono col sopraggiungere della bella stagione. E’ importante però tenere sotto controllo il problema facendo ricorso agli specialisti della salute, i quali devono monitorare l’andamento di questo quadro patologico che, anche se temporaneo, non è privo di complicanze.

Il disturbo affettivo di depressione stagionale sembra innescato da uno squilibrio del ciclo della melatonina, importante ormone naturale prodotto dalla ghiandola pineale per controllare i ritmi del sonno-veglia. La sua secrezione viene regolata dalla luce e, pertanto, è comprensibile che il ridotto livello di luce solare in autunno e in inverno possa disturbare l’orologio interno del corpo.

Un’altra prova del fatto che la luce giochi un ruolo fondamentale in questo disturbo è dato dal fatto che chi soffre di depressione stagionale risente positivamente di un tipo di terapia specifico, la light therapy, che prevede la somministrazione di una luce artificiale particolare, somministrata ad un’ora definita del mattino.

Che fare, dunque, per affrontare la depressione?

Sia nel caso di insorgenza di SAD, sia per manifestazioni depressive più stabili e probabilmente più subdole, sarebbe bene riuscire a cercare immediatamente supporto, cercando di dare un nome  a quello che accade.

In ogni caso, i farmaci più utili contro la depressione stagionale sono comunque gli antidepressivi, che il medico sceglierà in relazione alla tipologia e alla gravità del disturbo presente e alle caratteristiche del paziente.

Alla luce di quanto più sopra rilevato, e in alternativa alla light therapy, qualora fosse difficile sottoporsi a questo tipo di intervento, sarebbe bene esporsi quotidianamente alla luce solare per almeno un’ora o, in mancanza di questo, si può pensare di sostituire l’illuminazione naturale con luci particolari che riproducano esattamente la luminescenza del sole.

Per quanto riguarda l’alimentazione, chi soffre di SAD dovrà cercare di limitare l’eccesso di calorie assunte quotidianamente. Occorrerà consumare pasti piccoli e nutrienti a intervalli regolari, composti da cereali integrali, carni magre, pesce e formaggi magri. Sarà poi utile assumere frutta e verdura ed evitare zucchero e dolci. Un consiglio è quello di mangiare sempre seduti, masticando e inghiottendo con calma. In questo modo non si avvertirà il bisogno di assumere altro cibo.

Esistono inoltre diverse strategie di supporto psicologico/psicoterapico che possono aiutare a superare al meglio l’episodio depressivo. Tutte prevedono sedute periodiche, individuali o di gruppo, che devono essere concordate con il terapeuta, il quale provvederà ad effettuare una diagnosi precisa e ad impostare una terapia adatta, cose che dovranno prevedere un programma puntuale di intervento a seconda del grado di problematicità espresso dalla persona. Nel corso degli incontri, il paziente è invitato a manifestare e a verbalizzare i propri vissuti, le proprie sensazioni e le proprie difficoltà. In questo modo, si può aiutare la persona a conoscere meglio il disturbo che la affligge, così da risolvere la situazione nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile.

La psicoterapia permette di disinnescare alcuni circoli viziosi che tendono a consolidare e peggiorare la depressione, oltre ad impedire la ripresa del normale fluire dell’esistenza. Anche nel caso della depressione stagionale, possono instaurarsi modalità  comportamentali negative, in quanto uno stato di tristezza o di stanchezza iniziale induce all’isolamento sociale, il quale a sua volta continua ad agire come “trigger” di ulteriore sconforto e malessere psicologico.

La psicoterapia è utile perché insegna alla persona depressa a sostituire atteggiamenti maladattivi e disfunzionali con pensieri positivi; aiuta inoltre l’individuo a trovare un rinnovato senso nella propria esistenza e a raggiungere un equilibrio vitale grazie alla possibile risoluzione dei sintomi di disagio.

Allora, l’invito è ancora una volta: combattiamo il pessimismo, il disinteresse per le relazioni e i progetti futuri, evitiamo di chiuderci in noi stessi, rifuggiamo da tutti quegli atteggiamenti apatici legati alla nostalgia, a volte inevitabile ma non per questo impossibile da contrastare. Non sottovalutiamo, però, i primi sintomi di malessere: dobbiamo combattere anche questi, per noi stessi e per gli altri.

Paola Aslangul

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