L’arte contemporanea che cos’è?

«L’arte contemporanea – sentenzia Sgarbiè in divenire, quindi non ce n’è una e soprattutto non esiste un solo aspetto».

L'arte contemporanea che cos'è?

Il contemporaneo, infatti, è «infinitamente esteso», pensiero questo che fa da contrappunto alla visione di Angela Vettese che in un suo libro scrisse che l’arte «si fa con tutto» e accoglie tutto.

In effetti, le espressioni sono molteplici, non c’è che l’imbarazzo della scelta…Installazioni di ‘cose’ ma anche di esseri umani, ma ora tanta fotografia, video art, body art, design, mood design, arte dei sensi, street art, arte e musica,  citazionismo, performance, arte concettuale figurativa minimale, digital art, land art, e ancora ricerca e innovazione.

C’è di più…un intero nuovo si sta spalancando, con le pluri-modalità legate all’arte con opere che coinvolgono tutti e cinque i sensi, non solo la vista e quindi: poesia, letteratura, musica, teatro, cinema, moda. Tutto si compenetra, i confini, non più rigidi tra una disciplina e l’altra, si dissolvono per lasciare spazio a una curiosità insaziabile, la dote imprescindibile, che attiva, fa da moltiplicatore e permette l’espansione della nostra e dell’altrui mente. Sono stati così riconquistati territori dopo decenni di oblio, un oblio dovuto al prevalere di un certo tipo di mentalità che voleva costringere l’arte negli spazi angusti della specializzazione, tarpando cosi le ali agli artisti e privilegiando la ripetitività come cifra per il riconoscimento e quindi rendere facile l’ assorbimento da parte del mercato.

L’arte contemporanea che cos’è ? Dove va allora? Pare proprio che ormai libera da qualsiasi costrizione e da qualsiasi schema non si ponga confini né di tempo né di spazio né di emozioni. Lasciamo allora la parola al mai troppo citato Marco Valsecchi che “metteva agli atti” in suo saggio pubblicato nel 1972 che «gli Italiani possiedono una naturale tendenza al bello». E allora? Senza timore di perderci , perché anche questo aspetto farebbe comunque parte del gioco, non ci resta che seguire la via indicata dalla nostra sensibilità, che sa dove portarci.

 Tiziana Leopizzi

 

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