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Italia-Inghilterra, non solo una finale europea

Italia-Inghilterra non sarà solo una partita: sarà ancora una volta una metafora di vita, quella di una nazione che non molla mai

Poche ore ci separano dall’attesissima Italia-Inghilterra. Una vittoria a Wembley sarebbe qualcosa di straordinario, una di quelle pagine che andrebbero a scrivere la storia del calcio degli azzurri.

I precedenti sorridono all’Italia: la nostra nazionale ha perso solo una volta contro gli inglesi, nel 1977, tra tutti gli 8 incontri ufficiali. Per il resto, 2-0 all’andata e al ritorno delle qualificazioni dei mondiali 1978, 1-0 nel girone degli Europei 1980, 2-1 nella finale per il terzo posto ai mondiali di Italia 90, 1-0 all’andata delle qualificazioni dei mondiali 1998 e 0-0 al ritorno. 4-2 ai quarti di finale degli Europei 2012.

E sono trascorsi proprio 9 anni da quel maledetto secondo posto agli Europei 2012 (quanto brucia ancora quel 4 a 0 contro la Spagna?), ben 15 anni dalla vittoria dei mondiali del 2006. Ma, di recente, della nostra nazionale di calcio ricordiamo solo una serie di risultati deludenti: uscita ai gironi nei mondiali del 2010 e del 2014, nemmeno qualificata alle competizioni mondiali del 2018. Agli Europei di Francia 2016 gli azzurri si sono fermati ai quarti.

E ora, l’opportunità di riscattarsi. La voglia di tornare a vincere, di essere nuovamente sul gradino più alto del podio. Ci vorranno tutto il cuore e l’orgoglio azzurro. E un po’ di quella resilienza, di cui oggi tanto si parla, che ha dimostrato l’Italia intera in questo ultimo anno e mezzo. Ci vorrà anche lì, sul prato di Wembley.

Sì, perché Italia-Inghilterra non sarà solo una partita: sarà ancora una volta una metafora di vita, di una nazione che non molla mai, che non cede e non si piega davanti alle difficoltà, anche quelle che all’apparenza sembrano più insormontabili. Che soffre, piange, cade, ma che si rialza sempre, a testa alta, tirando fuori immancabilmente una grinta difficilmente replicabile.

Questi mesi ne sono stati una dimostrazione. L’Italia che è rimasta immobile, che ha sofferto e ha pianto, ma che si è anche rialzata ed è ripartita. E ora sta cercando con tutte le forze di uscire da una crisi senza precedenti dal Dopoguerra a oggi. E di tornare ad abbracciarsi.

Eccola la nostra resilienza, quella made in Italy: tiratela fuori anche voi ragazzi.

Forza Azzurri!

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