Io sono l’Alzheimer: una guida per famiglie e caregiver

Le chiavi nel frigorifero, le banane nel porta ombrelli, lo spazzolino da denti fra la biancheria. Come riconoscere i sintomi dell’Alzheimer?

Per offrire una guida alle famiglie e ai caregiver nel difficile viaggio insieme ai malati, Korian Italia ha promosso “Io sono l’Alzheimer”, la prima guida pratica per conoscere e affrontare la malattia a cura della giornalista Simona Recanatini. Strumenti di cura, consigli, esempi pratici, fanno del libro edito da Gribaudo – IF Idee Editoriali Feltrinelli, un vademecum prezioso per chi desidera comprendere il decorso di una malattia così complessa grazie all’approccio pratico e al linguaggio accessibile. Il volume è stato realizzato con la consulenza scientifica di Aladar Bruno Ianes, Direttore Medico di Korian Italia.

Perché un manuale pratico?

Provare a comprendere le esigenze di un malato di Alzheimer, immedesimandosi nel suo vissuto, per trovare soluzioni e accorgimenti per arginare la patologia, o almeno per conviverci, finché sarà possibile: questi sono gli obiettivi principali del libro “Io sono l’Alzheimer”.

Un manuale pratico, una guida dentro la malattia, che aiuta a comprendere e analizzare alcuni meccanismi e a empatizzare con essi per tentare di creare una vicinanza emotiva, ma anche per provare a capire, per far luce su una malattia di cui ultimamente si parla molto ma che si conosce ancora poco.

Una patologia, l’Alzheimer, che fa perdere il ricordo e il passato, elementi che ci collegano al mondo reale, e amplifica la solitudine, nel malato e nei suoi familiari.

Cosa fare se tutta la vostra vita sbiadisse pian piano?

La sensazione che travolge quotidianamente una persona colpita dalla malattia di Alzheimer è il panico, l’ansia e lo smarrimento. E’ come se i ricordi e la vita vissuta, le fondamenta dell’identità di una persona, sparissero e ci facessero così crollare. Nasce così la necessità di sostenere il più possibile i malati ma anche le persone che si prendono cura di loro.

Più di 3 malati su 4 vivono in casa

La malattia di Alzheimer è considerata una delle vere emergenze del futuro: nel mondo sono 47 milioni circa le persone affette da una forma di demenza, ma la cifra è destinata a raddoppiare ogni venti anni. In Italia si stimano 1.241 mila casi, che diventeranno 1.609 mila nel 2030 e 2.272 mila nel 2050 (Fonte: Federazione Alzheimer Italia 2018). Per la maggior parte sono donne (73,9%), fra i 75 e gli 84 anni (49,1%). Quasi la metà dei malati vive in casa con i familiari (46,4%), o con altri caregiver (28,7%) e solo il 12,1% alloggia in residenze assistenziali (Fonte: European Carers’ Report 2018).

La malattia delle quattro “A”

L’Alzheimer viene spesso definito la malattia delle quattro “A” per i sintomi del declino cognitivo che ne caratterizzano il decorso: la perdita significativa di memoria (amnesia), l’incapacità di riconoscere correttamente luoghi, stimoli esterni e persone (agnosia), l’incapacità di compiere movimenti volontari semplici, come vestirsi o allacciarsi le scarpe (aprassia) e, infine, l’incapacità di formulare e comprendere messaggi verbali e l’alterazione del linguaggio (afasia).

I campanelli di allarme

Perdita di interessi e di spirito di iniziativa, sbalzi immotivati di umore e cambiamenti di personalità, ma anche problemi nei calcoli e nella gestione dei soldi sono fra i sintomi che fanno scattare il campanello d’allarme preannunciando l’insorgenza della malattia di Alzheimer. E ancora: perdita del senso dell’orientamento, difficoltà di riconoscimento degli oggetti che vengono riposti nei luoghi più strani, diminuzione della capacità di giudizio.

Alzheimer: una macchina del tempo bloccata nel presente

Silenzi prolungati, scatti d’ira repentini, mancanza di dialogo e comprensione, incapacità di collocare i ricordi nella giusta prospettiva temporale, memoria “ancorata“ in un eterno presente. Tutti questi atteggiamenti possono fare in modo che il senso di impotenza prenda il sopravvento nella coabitazione con un malato di Alzheimer.

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