“Io non ho paura”: superare l’ansia della prova costume

La bella stagione, l’estate, porta con sè i preparativi per il mare, le giornate al sole in compagnia… ma, per molti è anche sinonimo di paura di non essere abbastanza in forma e presentabili.  Questo sentimento di disagio chiamato “bikini blues”  determina ansia nell’esibire al pubblico il proprio fisico, frustrazione e in casi più gravi anche la depressione.

Una paura che riguarda in prevalenza le donne e che nasce dalla tendenza a essere ipercritici e a giudicare il corpo con intransigenza, trovando difetti anche dove non ci sono, arrivando a sentirsi in colpa per non essere stati in grado di garantire a se stessi una forma fisica accettabile. L’elemento dell’accettabilità che gioca un ruolo particolare. Infatti spesso ciascuno si eleva a giudice severo di se stesso, siamo noi le persone più critiche con noi stessi e non gli altri, che spesso sono molto più indulgenti verso quelle imperfezioni “inaccettabili, indecorose”.

È necessario ricordare che nei casi più gravi questa paura, che nasce da una visione distorta del proprio corpo, può trasformarsi in una vera e propria patologia. La paura e il disagio possono portare a casi di dismorfofobia, in cui il corpo non viene più percepito nel suo insieme, ci si concentra su un singolo difetto o su una propria immagine esteriore percepita in modo distorto. Di conseguenza, il basso livello di autostima porta così a odiarsi e a chiudersi in se stessi. In questi casi diventa necessario l’aiuto psicologico di un professionista per evitare che la situazione si aggravi sempre di più con l’emergere, per esempio di disturbi alimentari.

Ogni persona deve avere presente che stare bene con se stessi è il primo modo per stare bene anche con gli altri. Infatti, la bellezza non sta in un corpo dai canoni  perfetti, ma nella spontaneità e disinvoltura. Per arrivare a ciò non esistono formule preconfezionate, ma sicuramente si può provare a cambiare atteggiamento verso se stessi, come qui di seguito vogliamo indicare.

Accettare le proprie qualità e i propri difetti richiede alle volte un piccolo sforzo, però permette di acquisire la fiducia sviluppare un’autoconoscenza, tolleranza verso se stessi, determinante per avere il coraggio di incontrare l’altro. Ammettere i propri difetti rende molto forti, non vulnerabili, e permette di farci sentire più sicuri. È importante anche non prendersi troppo sul serio e imparare a ridere di se stessi. L’ironia e soprattutto l’autoironia aiutano a non abbattersi e a tenere alto il morale.

Occorre ricordare che il peso perfetto è una trappola, un’illusione che nasconde il vero problema: un’autostima ridotta. Infatti, più l’obiettivo sarà vicino, più ci si sentirà vulnerabili e insicuri, perché spesso il problema  è un bisogno insoddisfatto di accettazione, una paura costante e irrazionale del fallimento.

L’insicurezza è l’atteggiamento delle persone che considerano un loro singolo difetto come il segno di un proprio errore. Quest’ultimo condanna al senso di colpa o all’idea di non essere amabili.

Le persone che riusciranno a non avere paura dell’appuntamento con la prova costume sono quelle che hanno una tendenza ad accettare le imperfezioni della vita, che non sono particolarmente interessate ad apparire in modo speciale agli altri, quelle che si vogliono bene e che si propongono agli altri con le loro qualità caratteriali e in fine chi, piuttosto che immaginare il giudizio degli altri, pensa a tutto ciò che la bella stagione permette di sperimentare.

Sabina Garofalo

Psicologa-psicoterapeuta