Influenza 2019: sintomi, prevenzione e picco del contagio

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Come ogni anno, con l’arrivo dell’autunno iniziano i primi casi di influenza. I sintomi principali del virus 2018-2019 sono una febbre alta e improvvisa, un’infiammazione delle vie respiratorie con mal di gola, tosse secca, nausea, dolori muscolari, perdita di appetito, e astenia. Per quanto riguarda il decorso, l’influenza 2019 sembra essere abbastanza lunga e se si contrae il virus i tempi necessari alla totale guarigione variano da un minimo di 7 a un massimo di 10 giorni; questo evidenzia che il ceppo influenzale di quest’anno risulta essere molto debilitante.

Come sempre il contagio avviene per via aerea o dopo essere entrati in contatto con oggetti o persone contaminati dal virus, e il periodo di incubazione (momento in cui il virus è già all’interno del nostro organismo senza però manifestare alcun sintomo) è breve e varia da due a tre giorni al massimo.

Essendo di natura virale, l’influenza non deve essere trattata con antibiotici, ma bensì deve fare il suo corso; quello che si può fare per accelerare la guarigione e limitare i fastidiosi sintomi come la febbre alta, è quello di assumere antipiretici, vitamine e altri farmaci in grado di lenire il dolore alla gola e alle vie respiratorie.

La prevenzione è come sempre un terno al lotto ma, grazie ad alcuni accorgimenti, è possibile evitare di rimanere contagiati. I medici raccomandano infatti di lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo essere stati in luoghi pubblici: ufficio, palestra, scuola, o sui mezzi pubblici quali treni, e autobus. L’uso di mascherine sui mezzi pubblici, nelle scuole e in tutti i posti a rischio contagio è un’ottima misura preventiva, anche se poco utilizzata.

 

 

 

 

Al via la campagna antinfluenzale, in Liguria solo il 50% degli over 65 si vaccina

Infine è come sempre molto utile rafforzare il proprio sistema immunitario mangiando alimenti ricchi di vitamine come frutta e verdure di stagione o assumendo degli integratori in grado di sopperire (nel caso ce ne fosse bisogno), a una carenza di questi elementi nella dieta quotidiana. Per gli over 65 e i bambini piccoli è consigliabile vaccinarsi. È comunque bene ricordare che in alcuni casi il vaccino è controindicato, per esempio nei bambini al di sotto dei 6 mesi e nei soggetti allergici ad altri vaccini; è sempre meglio chiedere un parere al proprio medico di base prima di assumere il vaccino anti influenzale.

Secondo gli ultimi dati relativi alla sorveglianza epidemiologica delle sindromi influenzali, elaborati dal Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss) il picco del contagio è atteso per l’ultima settimana di gennaio e la prima di febbraio. A oggi l’influenza avrebbe colpito all’incirca 323 mila persone e attualmente le regioni  più colpite sono Piemonte, Lazio, Abruzzo, Campania e Sicilia, dove l’influenza ha colpito sei persone su mille.

Andrea Carozzi

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