Infermiere di famiglia: sarà indispensabile nell’Italia del futuro

L’allungarsi dell’aspettativa di vita è naturalmente una buona notizia, ma come tutte le cose porta con sé anche un rovescio della medaglia. Perché persone più longeve non significa per forza persone in salute. Anzi, con l’aumentare dell’età media cresce anche il numero dei malati cronici e dei soggetti non autosufficienti. È una preoccupazione che tocca tutta l’Europa, ma in particolare l’Italia, che si posiziona al secondo posto come percentuale di over 65 nella popolazione, subito dietro al Giappone. Per far fronte ai problemi e alleviare la pressione che il numero di malati cronici e persone non autosufficienti caricherà sul sistema sanitario, l’infermiere di famiglia diventerà una figura cardine.

L’infermiere di famiglia, un aiuto sul territorio

Sviluppare nuove strategie di cura e assistenza e prepararsi in anticipo a ciò che verrà è l’unico modo per non farsi sommergere da quella che Barbara Gobbi de “Il Sole 24 Ore” chiama emergenza cronicità. Il ministro della Salute Roberto Speranza per fronteggiare le conseguenze dell’aumento di senior in Italia ha sviluppato un piano in cui al centro è il territorio. L’idea è quella di dare vita a tanti piccoli gruppi di lavoro sparsi per tutti i distretti, coordinati dal medico e supportati dalla figura dell’infermiere di famiglia. La proposta è stata inserita nel Patto di salute, l’accordo finanziario e programmatico tra Governo e Regioni, approvato a dicembre 2019.

Fondamentale in questo quadro diventa la figura dell’infermiere di famiglia. Il suo ruolo sarà affiancare il medico di famiglia in piccole equipe del territorio, così da garantire assistenza per tutti, abbattendo anche le disuguaglianze. La sua azione si muoverà su tre livelli: ambulatoriale, domiciliare e sociale. Supportare parenti e caregiver, fornire le cure necessarie direttamente a casa, lavorare con pazienti con poca autonomia. Sarà così che l’infermiere di famiglia completerà i microteam sul territorio, concorrendo a ottimizzare le cure per i malati.

Servono più infermieri

Secondo le stime della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), per far fronte nell’immediato ai bisogni di malati cronici e soggetti non autosufficienti servono per l’assistenza almeno 31mila infermieri. Cioè circa uno ogni 500 persone di questa categoria. Nel Patto della Salute sono previsti 20mila infermieri di famiglia. Alcuni professionisti formati dai corsi universitari sono già al lavoro nelle Regioni che ne hanno introdotto la figura oppure che ne hanno avviato la sperimentazione. Ma nel futuro ne serviranno sempre di più.

Nella nostra sezione “Silver Economy Forum” raccontiamo le nuove professioni dell’ageing society.

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