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Inestetismi della cellulite, la dieta che depura

inestetismi della cellulite
L’invecchiamento del corpo è caratterizzato soprattutto dalla diminuzione dell’ossigeno nelle cellule, con minore produzione di energia nei mitocondri e maggiore stasi di sostanze tossiche nel tessuto connettivo, il nostro “mare interno” dove avvengono tutte le reazioni principali del nostro organismo e sede di importanti cellule staminali dedicate alla funzioni del tessuto adipose, della cute e…

L’invecchiamento del corpo è caratterizzato soprattutto dalla diminuzione dell’ossigeno nelle cellule, con minore produzione di energia nei mitocondri e maggiore stasi di sostanze tossiche nel tessuto connettivo, il nostro “mare interno” dove avvengono tutte le reazioni principali del nostro organismo e sede di importanti cellule staminali dedicate alla funzioni del tessuto adipose, della cute e degli scambi metabolici.

Gli inestetismi della cellulite, ma anche le rughe e i capillari in vista, sono segni di un progressivo inquinamento delle nostre cellule e possono essere utilizzati come campanelli d’allarme. In particolare la cosiddetta cellulite è oggi considerate una patologia estetica evolutiva degenerative del tessuto. Tutte queste alterazioni possono essere in gran parte controllate con periodici momenti di disintossicazione e di depurazione, come una macchina che periodicamente viene lavata e controllata.

Ne parla Pier Antonio Bacci, già professore a contratto di Chirurgia Estetica nell’Università di Siena e direttore del Centro di documentazione in Flebologia e Patologie Estetiche di Arezzo.

“Imparare a mantenere sano il nostro corpo è il dovere primario di ciascuno di noi. La cellulite è proprio un sintomo che l’organismo utilizza per direAiutami” perché qualcosa comincia a non funzionare– cosi afferma Pier Antonio Bacci. – Per questo, un semplice schema deacidificante permette di far respirare gli organi, di restituire ossigeno ed energia alle cellule, di ridurre dolore del fibroedema e lipodistrofia, riducendo le degenerazioni e le patologie dolorose muscolari e articolari, infine rallentando anche gli inestetismi e  i processi d’invecchiamento, per mantenere più a lungo possibile la gioventù del nostro organismo”.

Al Congresso SIME di questo anno ha presentato una ricerca su 1200 casi. Cosa è emerso?

“Ormai alcuni anni fa pubblicai dei libri in cui si ipotizzava che la cellulite fosse legata a evolutive alterazioni del tessuto connettivo e quindi dell’operativa delle nostre cellule staminali. Su queste basi proposi nel 2015 uno schema deacidificante che, basato sul riposo parziale degli organi, avesse la capacità di migliorare le alterazioni dei tessuti e di quel terreno cellulitico da trattare con tecniche di medicina rigenerativa, come microinnesti connettivali, biostimolanti ed energia luminosa, quindi rigenerare è la parola d’ordine. Le esperienze di questi anni sono state positive e oggi importanti ricercatori hanno dimostrato la reale presenza di cellule staminali alterate, conclusioni che rendono omaggio alle mie ipotesi. Io credo che il messaggio di recupero della gestione della propria salute da parte di ciascuno di noi sia il vero messaggio che noi dobbiamo oggi dare, senza vendere niente perché questo è il primo e migliore inizio di trattamento che, d’ora in poi dovrà essere soprattutto una strategia di medicina rigenerativa”.

Ma cosa lo ha preoccupato nella ricerca presentata?

“Fra tutti i dati ottenuti quello che più mi ha spaventato l’impatto psicologico che subisce la maggior parte di donne con la cellulite, che sono disposte a tutto pur di risolvere il problema che, come è dimostrato, si può risolvere solo con il contributo del paziente: periodica depurazione, movimento e giuste metodiche dopo una precisa diagnosi”.

Cosa è il suo protocollo Vartam?

“E’ un percorso per la cura di cellulite, lipoedema e lipodistrofia dolorosa che inizia con uno schema depurativo alimentare di riposo degli organi associate a piacevoli passeggiate, continua con una precisa diagnosi e l’utilizzazione di qualche seduta di medicina rigenerativa, con microinnesti connettivali e energia luminosa che permettono nuove attività a mitocondri e cellule in un terreno quanto più armonico e fertile: i semi germogliano sempre sul terreno adatto”.

(c.s.)

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