In vacanza con il baratto

Borsa, finanza e tecnologia sono tre dei concetti alla base della nostra realtà quotidiana, che regnano sul nostro modo di vivere eppure c’è chi ha deciso di portare avanti un’idea apparentemente molto lontana da questa realtà richiamando, niente meno, che il baratto.

L’idea arriva direttamente dagli Stati Uniti in cui sono diventati molto di moda negli ultimi anni gli Swap Party, feste pubbliche o private in cui ci si ritrova per scambiarsi beni o servizi. Lo scorso anno era diventato celebre sui giornali statunitensi il caso di un ristoratore di Chicago che scambiando i pranzi e le cene che preparava con oggetti offerti dai propri clienti aveva rifatto l’arredamento al locale, usufruito di una cura dal dentista ed era anche andato in vacanza a Cancùn.

Sebbene anche in Italia esistano vari siti internet che aggregano utenti che vogliono mettersi in contatto tra loro per scambiarsi merci e servizi, da qualche anno esiste una vera e propria settimana dedicata al baratto.

Si tratta, appunto, della settimana del baratto che si concentra sulla possibilità di fare una vacanza pagando con un prodotto. Si può ad esempio prenotare in un bed and breakfast in Umbria pagando il conto con barattoli di marmellata. Una settimana, insomma, in cui potrete viaggiare senza pagare con i soldi, anche se varie strutture in Italia hanno deciso di optare per questo metodo di pagamento per tutto l’anno.

Se siete curiosi e volete maggiori informazioni, vi basterà andare sul sito dedicato alla settimana del baratto che da qualche mese si è arricchito della sezione “La Lista dei Desideri”, un mercato virtuale in cui potrete richiedere bene in cambio dell’offerta di altri prodotti.

Un modo per riscoprire un’idea di riconoscenza e di ospitalità.

g.n. redazione@altraeta.it

 

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