In Olanda il progetto di cohousing tra studenti e anziani

“Devi cercare di buttare una pallina bianca da ping pong nel bicchiere di birra che poi devi bere”, Annie Middelburg spiega le regole del beer pong, che ha appena imparato.

Annie ha 84 anni, ma dice che le giornate sono molto più divertenti da quando passa del tempo con i giovani, come il 22enne Jurrien Mentink.

Jurrien è uno dei sei studenti che vivono gratuitamente alla casa di riposo Humanitas, a Deventer, vicino ad Amsterdam. In cambio, i sei ragazzi, devono passare almeno 30 ore al mese socializzando con gli anziani ospiti.

“Gli studenti faticano a trovare case in affitto in Olanda, specialmente nelle grosse città”, spiega Jurrien al giornalista del canale australiano di informazione Sbs, Aaron Lewis. “Per vivere qui invece non pago nulla”.

A spingere Humanitas a offrire un valore aggiunto ai propri ospiti hanno contribuito il fatto che nel 2014 ad Amsterdam mancassero 9.000 camere per studenti e che nel 2012 il governo olandese abbia tagliato i fondi destinati alle persone con più di 80 anni.

“Penso che gli studenti influenzino il tono della conversazione qui dentro”, spiega il CEO di Humanitas, Gea Sijpkes parlando di come è nata la sua idea, “Così non si parla più solo di morte, malattia o invecchiamento, ma anche di giovinezza, feste, ragazze”.

In realtà si parla anche molto di sesso!

“Ho visto che ieri sera sei entrato insieme a una ragazza molto carina”, dice a Jurrien la 93enne Joke van Beek “E’ andato tutto bene?”

“Bene, sì, è stato bello”, le risponde lui. “L’ho accompagnata a casa come un vero gentleman”.

“Qualche volta si divertono a flirtare con noi giovani”, racconta un altro studente, Jordi Pronk. “Quando passi ti fischiano o fanno l’occhiolino o addirittura ti danno una pacca sul sedere”.

“Ci sono due degli ospiti a cui devo fare visita quando ho una nuova ragazza”, racconta. “Tengono d’occhio tutto”.

Invece che essere divise da un divario generazionale, anziani e giovanissimi, si sono avvicinati moltissimo, vivendo fianco a fianco.

“E’ tutto molto più divertente quando siamo tutti insieme” dice Annie, mentre Jurrien le mostra come usare Facebook dal suo tablet. “E’ come se fossero diventati i nostri figli… li consideriamo parte della famiglia”.

“Quello che noto delle persone anziane è che si godono davvero le piccole cose”, spiega Jurrien. “I giovani sono concentrati sul proprio futuro e non notano la bellezza di un parco, se sono di fretta per andare al lavoro o a scuola”.

Ma proprio i giovani sanno quanto sia importante il proprio ruolo all’interno della casa di riposo. Jordi si sente responsabile nella lotta contro la demenza senile.

“Qualche volta alcune ospiti non ricordano che il proprio marito o i genitori sono morti”, dice.

“E’ sempre una sorpresa per loro e ogni volta vedi il dolore riaffiorare. È dura vedere le persone raggiungere un grado di tristezza così intenso. Qualche volta i residenti chiedono di avere qualcosa che non possono avere… e io provo a spiegargli più onestamente che posso che non è possibile e poi cercare di confortarli”.

Inevitabilmente questi sono amicizie che possono concludersi tragicamente in ogni momento. Su questo, Annie non fa una piega. “Ho già visto morire tre persone a cena, sedute sulla propria sedia”, racconta ad Aaron. “Ma succede, non mi preoccupa più di tanto”.

“Mi ha augurato buona fortuna, e di ottenere il meglio dalla vita”, racconta Jurrien della sua ex-coinquilina di 105 anni, mancata poco tempo fa. “E’ una bella sensazione aiutarli a trovare qualche momento di serenità”.

Per vedere il documentario completo: https://www.facebook.com/DatelineSBS/videos/10157027865085411/

Articolo originale e crediti immagini: http://www.sbs.com.au/news/dateline/story/my-93-year-old-flatmate

Traduzione: Barbara Cosimo