Il food delivery conquista anche gli over 50

Non sono più solo i giovani a ordinare cibo a domicilio, avvalendosi dello smartphone o del pc. Secondo la recente indagine pubblicata sulla rivista Altroconsumo Inchieste di novembre, ci sono anche gli over 50 tra gli amanti del food delivery.

Chi ordina

In generale, in base alla ricerca svolta su un campione di 2500 persone, il 35% di queste ha detto di aver ordinato cibo a casa almeno una volta negli ultimi tre mesi. La metà di questi ha effettuato dai tre ai dieci ordini mentre il 13% si può considerare un affezionato del servizio, con oltre dieci ordini. E quasi sempre il cibo arriva a casa (86%), solo uno su dieci usa le app per farsi portare il pranzo in ufficio.

Tornando al fattore età, sembra che la carta d’identità non sia una discriminante nel momento in cui ci si rivolge al servizio di food delivery. A cambiare è invece la frequenza: mentre tra i 18 e i 34 anni il 54% si dichiara utente regolare e il 31% sporadico, oltre i 49 anni aumentano gli sporadici (51%) e diminuiscono (ma non di molto) i regolari che si fermano al 43%.

Gli strumenti

Lo strumento più utilizzato è proprio la app (la usa il 40% degli intervistati): non sorprende visto che i maggiori marchi del settore hanno sviluppato il servizio proprio a misura di telefono. Ma gli ordini a voce tengono duro con il 35%, segno che c’è chi non rinuncia a parlare anziché digitare, per abitudine o perché si sente più sicuro di portare l’ordinazione a buon fine. E qui l’età incide: chi ha più di 50 anni sceglie la cara vecchia telefonata nel 37% dei casi contro il 15% della fascia tra i 18 e i 34 anni. Con l’avanzare dell’età scende anche l’utilizzo delle app per scegliere i piatti da farsi portare a casa: il 43% contro il 65% dei più giovani.

La stragrande maggioranza degli utenti del food delivery è una coppia (39%) o una famiglia con uno o due bambini (38%). Molto più sporadici gli ordini ai due opposti: i single (14%) o famiglie formate da cinque o più persone (9%), che comporterebbero una spesa già più impegnativa.

La spesa

La spesa per persona è di 9,5 euro, che sale a 48 euro per le consegne ricevute in un mese e si attestano a 28,5 euro in relazione all’ultimo ordine. Quanto alla puntualità si può fare di meglio: il 67% degli intervistati segnala consegne senza ritardo.

Altroconsumo ha anche chiesto quali fossero i servizi di food delivery più utilizzati e li ha ordinato in un indice di gradimento. Vince Just Eat, seguito da Uber Eats, Glovo e Deliveroo, ma con scarti molto ridotti tra l’uno e l’altro: appena quattro punti tra il primo e il quarto.

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