Vacilla il ruolo della casa come bene rifugio

La pandemia da coronavirus ha minato anche il mercato immobiliare, un settore fondamentale per le famiglie italiane che dopo la crisi del 2012 cominciava a dare cenni di ripresa. Le previsioni per il 2020 e il 2021 sono purtroppo negative e si stima che il valore degli immobili quest’anno calerà dall’1 al 3% per toccare addirittura una diminuzione del 10% entro l’anno prossimo.

Il mercato residenziale è bloccato
Attualmente il mercato residenziale è fermo: la perdita nel 2020 è stimata tra 9 e 22 miliardi di euro di transazioni in meno e di circa 550 milioni di redditi in meno per gli agenti immobiliari secondo i dati forniti da Nomisma (da 35 anni una delle principali società di consulenza per realtà pubbliche e private nel campo dell’economia reale). Il quadro è destinato a peggiorare almeno fino al 2022, anno in cui il settore immobiliare potrebbe cominciare a riprendersi molto lentamente.

Anche il mercato degli affitti brevi è in crisi
La crisi del mercato immobiliare causata dalla pandemia da coronavirus non ha colpito solo la compravendita di immobili, ma anche il ruolo della casa intesa come bene rifugio in quanto ha messo in crisi il mercato degli affitti brevi, che in questi anni aveva registrato un vero e proprio boom, tanto da convincere numerosi piccoli risparmiatori ad investire sulle seconde case. I redditi da Airbnb attualmente, sono spariti, mentre le modalità di affitto tradizionali non sono ritenute vantaggiose da molti proprietari a causa delle difficoltà nel rientrare in possesso del bene affittato.

La pandemia da coronavirus ha minato anche il mercato immobiliare, un settore fondamentale per le famiglie italiane che dopo la crisi del 2012 cominciava a dare cenni di ripresa. Le previsioni per il 2020 e il 2021 sono purtroppo negative e si stima che il valore degli immobili quest’anno calerà dall’1 al 3% per toccare addirittura una diminuzione del 10% entro l’anno prossimo.

Il mercato residenziale è bloccato
Attualmente il mercato residenziale è fermo: la perdita nel 2020 è stimata tra 9 e 22 miliardi di euro di transazioni in meno e di circa 550 milioni di redditi in meno per gli agenti immobiliari secondo i dati forniti da Nomisma (da 35 anni una delle principali società di consulenza per realtà pubbliche e private nel campo dell’economia reale). Il quadro è destinato a peggiorare almeno fino al 2022, anno in cui il settore immobiliare potrebbe cominciare a riprendersi molto lentamente.

Non solo compravendite, anche il mercato degli affitti brevi è in crisi
La crisi del mercato immobiliare causata dalla pandemia da covid-19 non ha colpito solo la compravendita di immobili, ma anche il ruolo della casa intesa come bene rifugio in quanto ha messo in crisi il mercato degli affitti brevi, che in questi anni aveva registrato un vero e proprio boom, tanto da convincere numerosi piccoli risparmiatori ad investire sulle seconde case. I redditi da Airbnb attualmente, sono spariti, mentre le modalità di affitto tradizionali non sono ritenute vantaggiose da molti proprietari a causa delle difficoltà nel rientrare in possesso del bene affittato.

Banca d’Italia “Rapporto sulla stabilità”
Anche i dati offerti dalla Banca d’Italia attraverso il suo consueto “Rapporto sulla stabilità finanziaria” sottolineano come già a partire dalla seconda decade di marzo il numero delle abitazioni proposte per la vendita e l’attività di ricerca dei potenziali acquirenti sono fortemente diminuiti. Questa tendenza risulta particolarmente marcata nel nord Italia l’area dove le quotazioni erano in moderata espansione già dalla fine dello scorso anno. Sempre secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia i prezzi degli immobili sono destinati a scendere in misura significativa già nel corso di quest’anno.

Andrea Carozzi

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here