Gli allenamenti ad alta intensità preservano la memoria

Mens sana in corpore sano recita un antico detto oggi molto usato tra gli sportivi. E non c’è niente di più vero. Da qualsiasi punto di vista la si analizzi, l’attività fisica ha molti pregi e pochi difetti. Una conferma a questo assunto arriva anche da un nuovo studio portato avanti dal Dipartimento di Kinesiologia della McMaster University e pubblicato su Applied Physiology, Nutrition and Metabolism, che sembra dimostrare come l’esercizio fisico ad alta intensità influisca positivamente sulle capacità mnemoniche dei senior.

Cosa si intende per esercizio ad alta intensità?
Gli esercizi ad alta intensità sono di solito molto brevi ma per essere svolti richiedono un grandissimo sforzo. I ricercatori hanno, infatti, notato che i senior che si allenano seguendo questo stile di allenamento possiedono una memoria il 30% più reattiva di chi pratica un’attività fisica più blanda.

Lo studio sulla capacità mnemonica
Per giungere a queste conclusioni sono stati osservati due gruppi di persone, composti da individui appartenenti ad una fascia di età tra i 60 e gli 88 anni con uno stile di vita sedentario ma tendenzialmente sani. L’osservazione è durata 12 settimane e in questo periodo un gruppo ha seguito un allenamento ad intervalli ad alta intensità (High Intensity Interval Training, HIIT) mentre l’altro ha seguito un allenamento continuo ad intensità moderata (MICT).

Per capire gli effetti che i due tipi di training svolgono sulla memoria, i ricercatori hanno utilizzato un test specifico in grado di calcolare la quantità delle nuove connessioni neuronali generate a seguito dell’esercizio. A seguito delle osservazioni, i ricercatori hanno scoperto che il gruppo che seguiva l’allenamento ad alta intensità mostrava un maggior incremento di connessioni neuronali e di conseguenza un’efficienza mnemonica rispetto al gruppo che seguiva un allenamento continuo senza alcun picco di sforzo.

Conclusioni
High Intensity Interval Training
, HIIT rappresenterebbe così un’ottima tecnica per ridurre il rischio di contrarre patologie legate al declino cognitivo anche negli over 70 che non mostrano nessun sintomo di demenza.

Andrea Carozzi

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