Il glaucoma è una delle principali cause di cecità in occidente, ma un malato su due non sa di esserne affetto e spesso resta a lungo senza diagnosi. Così, nel frattempo, il danno oculare progredisce e con gli anni in un caso su cinque si arriva alla perdita della vista. Ma lo sport può aiutare a prevenire lo sviluppo del glaucoma. 

Glaucoma ad oggi non esista una cura, ma lo sport può prevenirlo

Attualmente non esiste una cura definitiva per risolvere la patologia. Una diagnosi precoce unita ad azioni preventive restano ad oggi gli unici accorgimenti che possono essere presi per limitare il più possibile le conseguenze visive. Questo è stato sottolineato anche durante  l’ultimo congresso dell’Associazione Italiana per lo Studio del Glaucoma (Aisg) andato in scena dal 10 al 12 settembre a Roma (in modalità webinar). Uno degli accorgimenti che secondo gli esperti può limitare l’insorgere della patologia è quello di dedicare 30 o 40 minuti al giorno all’attività fisica. Basta camminare a velocità moderata o sostenuta quattro o cinque volte a settimana per ridurre di circa il 25% la possibilità di sviluppare il glaucoma.  

Glaucoma, lo sport aiuta anche chi lo ha già sviluppato


Secondo i dati presentati sempre in occasione del congresso, anche chi è già stato colpito dal glaucoma può ridurre fino al 10% il progredire della patologia praticando regolarmente attività fisica. Gli sport più adatti in questo senso sembrano essere nuoto, corsa, bicicletta e tutte quelle attività aerobiche che migliorano la circolazione del sangue nell’occhio. Muoversi, infatti, aumenta l’ossigenazione della retina rafforzandone le cellule. Al contrario sono assolutamente da evitare sport che richiedono sforzi intensi come il sollevamento pesi.

Glaucoma, gli over 60 sono i più colpiti,  quali sono i fattori di rischio?


La fascia degli over 60 è quella più colpita dal glaucoma, anche se è bene sottolineare che la patologia può colpire ad ogni età. Il principale fattore di rischio deriva da un anomalo aumento di pressione all’interno dell’occhio, che spinge sul nervo ottico danneggiandolo.  Per intervenire in maniera tempestiva e rallentare il decorso della malattia è bene fissare dei controlli periodici (uno ogni 2 anni) già a partire dai 40 anni. Specialmente in caso di miopia o di familiarità per la malattia. È infatti stato rilevato che il 40% delle persone colpite da glaucoma ha almeno un parente stretto con la stessa patologia.

Andrea Carozzi

 

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