Giornata Mondiale dell’Udito: il ruolo della prevenzione

Il 3 marzo si avvicina e di conseguenza anche la Giornata Mondiale dell’Udito, l’evento indetto nel 2007 dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere diverse azioni di sensibilizzazione su sordità e altri problemi legati all’udito.

Udito e over 65, i dati di Passi d’Argento

In Italia gli ultimi dati relativi ai problemi legati all’udito sulla popolazione dei senior risalgono ad un’indagine portata avanti nel biennio 2016-2018 da Passi d’Argento. Lo studio ha sottolineato come il 14% degli ultra65enni riferisce di avere un problema non risolto o non risolvibile con il ricorso all’apparecchio acustico. Questa quota cresce con l’età e non mostra differenze di genere. A 65-74 anni è del 7% ma sale al 22% dopo gli 85 anni.

Secondo l’Oms oltre il 5% della popolazione mondiale, circa 466 milioni di persone, ha una riduzione dell’udito e questo comporta una diminuzione della qualità della vita anche tra gli over 50. Recenti stime evidenziano che entro il 2050 saranno oltre 900 milioni di persone, ovvero 1 su 10, a soffrire di una perdita di udito debilitante. Questo dato è naturalmente legato all’aumento delle aspettative di vita.

I controlli periodici possono aiutare

Eventi come la Giornata Mondiale dell’Udito cercano, così, di sensibilizzare la popolazione sul fatto che addirittura la metà di tutti i casi di ipoacusia possono essere prevenuti attraverso misure di sanità pubblica in chiave preventiva. La prevenzione rappresenta, infatti, una delle armi con cui anticipare problemi fisici che possono portare alla sordità totale o parziale. Tutte le persone dovrebbero controllare di tanto in tanto la propria capacità uditiva, specialmente quelle che rientrano nelle fasce più a rischio, come ad esempio gli adulti sopra i 50 anni che lavorano in luoghi rumorosi o che ascoltano musica ad alto volume per lunghi periodi di tempo.

Le cause principali che portano a un deficit uditivo a partire dai 50 anni sono da ricercare nel normale processo di invecchiamento, nell’esposizione continuativa o prolungata a suoni o rumori forti, nell’ipertensione, e in patologie croniche come il diabete. Anche l’assunzione di alcuni medicinali come i diuretici, gli antibiotici e gli antinfiammatori può sovraccaricare l’apparato uditivo danneggiandolo, soprattutto se assunti in concomitanza di patologie renali.

Leggi la nostra sezione salute&benessere.

Andrea Carozzi

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