Giornata delle donne, il mio pensiero a te, a voi e tutte noi

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Giornata delle donne, il mio pensiero a te, a voi e tutte noi

Domani è l’8 marzo, giornata internazionale delle donne. Una ricorrenza che non deve essere ridotta a una semplice festa, ma deve essere vissuta come celebrazione di tutte le donne, giovani e anziane, madri, nonne e figlie.

La giornata di domani è l’occasione per ricordare, per onorare, per proteggere e tutelare tutte noi, sul lavoro, come in casa e in famiglia, nel nostro ruolo in società. L’origine della ricorrenza, nata per ricordare le operaie morte a causa di un incendio divampato l’8 marzo 1908, durante uno sciopero, in una fabbrica di New York, rappresenta un’eredità di conquista sociale e politica della donna che deve essere raccolta per confrontarsi, insieme, contro quello che oggi rappresenta la discriminazione femminile, in ogni sua forma, sia quella fisica che psicologica.

Nonostante la recente nomina di ben otto ministre donne nel nuovo governo Renzi, l’esclusione di alcune importanti norme a favore della parità di sessi all’interno della nuova legge elettorale, non fa intravvedere nulla di positivo rispetto al passato e alla lotta all’emarginazione e alla discriminazione della figura femminile. Che questo sia avvenuto poco prima delle celebrazioni dell’8 marzo, ci deve far riflettere su quanta strada ci sia ancora da fare per raggiungere una parità ancora solo sventolata a parole, ma non nei fatti.

Vivo la giornata di oggi con preoccupazione rispetto all’attuale situazione sociale: sono allarmanti gli ultimi dati Istat che mostrano come solo meno delle metà delle donne italiane abbia un lavoro. Mi spaventa, inoltre, il numero di casi di omicidio e di violenza contro le donne – centoventotto solo nel 2013 – e, ancora di più, mi terrorizza sapere che la metà delle vittime è stata uccisa all’interno delle mura domestiche.

È arrivato il tempo di dire basta! Il nostro governo deve farsi parte attiva per trovare una soluzione legislativa alla complessa situazione femminile, per garantire una vera e completa tutela delle nostre figlie, delle nostre madri e di tutte le nostre donne italiane. E oggi è l’occasione per riflettere e per costruire un fronte comune, senza dimenticarci di nessuna, nemmeno di quelle non più giovani, delle donne anziane sole, vedove e senza lavoro o con una pensione minima, senza tutela, che non riescono a arrivare alla fine del mese. Questo 8 marzo è per loro, per chi si sente sola e  ha il diritto di essere ascoltata e aiutata.

Daniela Ameri
Direttrice di Altraetà

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