Avv. Vallarino: “Gioco d’azzardo, una rovina per gli ultra 50enni”

Prodotti alcolici offerti al cliente da consumare subito, all’interno della sala giochi, forse pensando che questi lo rendano meno lucido e quindi si butti nelle braccia della fortuna o presunta tale senza riflettere più di tanto, diventando succube di una forma di insana allegria che lo induce al gioco senza freni inibitori. Ciò sta avvenendo in varie sale da gioco ed è forse una nuova frontiera dell’indurre in tentazione la gente speranzosa di denaro “facile” nel business da quasi 90 miliardi di euro nel nostro Paese che genera l’azzardo. A lanciare l’allarme su tale inquietante novità è Michela Vallarino, avvocato di professione e membro del Comitato Esecutivo della Ong “Vis”, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, promossa dal Centro Nazionale delle Opere Salesiane. “La speranza di integrare lo stipendio oppure la pensione che non basta – dice  l’avvocato – sono le principali cause per cui si tenta la fortuna con il gioco d’azzardo in fasce d’età sempre più avanzate. Lo si fa avvicinandosi alla slot machine nel locale pubblico sotto casa, quello dove non si…dà nell’occhio perché non è sala gioco ma piuttosto è il bar dove si fa colazione, il tabaccaio dove si acquistano i valori e persino il proprio giornalaio che ci da riviste e quotidiani”.

“In tutto ciò – afferma Michela Vallarino – le fasce deboli rischiano di essere le più colpite, ricevendo messaggi sbagliati, che fanno apparire a portata di mano la vittoria facile ed il guadagno ottenuto con poca o nessuna capacità. Ed il gioco d’azzardo si sta ora diffondendo sempre più soprattutto negli ultra cinquantenni”. L’avvocato Vallarino è impegnata nella tutela legale di non abbienti; di persone assistite da Caritas e centri di ascolto, che finiscono in situazioni disperate causa gioco. “L’azzardo non è un gioco -ammonisce  –  non è divertimento o esercizio di abilità ma è legato alla sorte”.

Oggi cadervi nella trappola è facile; le forme più diffuse e facili da usare sono quelle di cimentarsi con slot machine, entrare in sale gioco e scegliere tra i vari video poker, ma anche scommesse e giochi d’azzardo on line pare stiano attirando sempre più persone, anche se le preferite restano le slot, dove si introduce una moneta, si abbassa una leva o si schiaccia un pulsante e si attende la combinazione vincente annunciata da simboli in genere uguali. L’avvocato punta il dito contro la pubblicità che induce il soggetto a pensare che giocando potrà vincere e cambiare vita.

Le conseguenze sono invece letali, come indicano inequivocabilmente le esperienze di Michela Vallarino: “gli operatori del sociale mi mandano in studio persone soprattutto over 50 che, per il gioco, hanno contratto debiti su debiti, hanno stipendi con cessione del quinto a società finanziarie e debiti con altre per pagare le prime, creando un vortice dal quale non ci si riesce più a districarsi”. La conclusione è affidata ad un importante consiglio: “nel momento in cui uno riconosce di avere il problema, ne parli subito con famiglia e persone che possano intervenire. Non ci sono medicine, se non il confronto con persone che hanno lo stesso tipo di problema. Gruppi di ascolto, come con chi abusa di alcol. In tal senso funzionano e possono perciò funzionare anche per il gioco”.

Dino Frambati

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