La ricerca scientifica è sempre alle prese con nuovi studi che mirano a sconfiggere o a rendere meno invalidanti le grandi patologie neurodegenerative che colpiscono gli anziani come la demenza senile, il Parkinson o il morbo di Alzheimer. 

Flavonoidi alleati di ferro contro l’Alzheimer

Una nuova ricerca portata avanti dai ricercatori della Tufts University di Boston conferma che il consumo di alimenti ricchi di flavonoidi, come frutti di bosco, mele, cacao e tè (ad esempio) allontana di molto la probabilità di sviluppare il morbo di  Alzheimer o altre forme di demenza senile. 

Lo studio 

Per arrivare a questi risultati i ricercatori della Tufts University hanno condotto uno studio su 2.800 persone di un’età compresa tra i 50 i 90 anni, esaminando le relazioni, a lungo termine, tra il consumo di cibi ricchi di flavonoidi e il rischio di incorrere nell’Alzheimer o in altre forme di demenza senile.  

I risultati ottenuti sono stati pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition. Il potere antinfiammatorio e antiossidante dei flavonoidi, presenti in vari alimenti come frutta e verdura, sono già stati ampiamente dimostrati da diversi studi medico scientifici, ma con quest’ultima indagine i ricercatori hanno voluto indagare in maniera più approfondita il legame che intercorre tra l’assunzione costante di questi macronutrienti e lo sviluppo delle patologie neurodegenerative, arrivando alla conclusione che gli alimenti contenenti flavonoidi che contribuiscono a tenere lontano l’Alzheimer sono principalmente i frutti rossi come fragole, mirtilli, more e lamponi. 

Buone abitudini 

Gli autori dello studio hanno inoltre sottolineato che le persone che possono trarre il massimo beneficio da un maggiore consumo di flavonoidi sono proprio quelle che sono abituate ad assumerne poche quantità. “Non ci vuole molto per migliorare i livelli di questi macronutrienti nell’organismo – ha sottolineato Esra Shishta ricercatore della Tufts University – Una tazza di tè al giorno magari in compagnia di un po’ di frutti rossi apportano già molti benefici”. 

Andrea Carozzi 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here