Fondazione OIC Onlus (Opera Immacolata Concezione Onlus) è una realtà specializzata da più di 60 anni nei servizi per persone fragili e anziane con dodici strutture presenti nelle province di Padova, Treviso, Vicenza, Mantova e Gorizia. Dalle soluzioni residenziali ai servizi a domicilio, la Fondazione si occupa dei bisogni degli ospiti accolti e delle loro famiglie passo a passo. Ne abbiamo parlato con Lorena Barison, Responsabile del Servizio di Accoglienza di Fondazione OIC.

Quando nasce la Fondazione OIC e qual è la sua mission?

La Fondazione OIC nasce a metà degli anni ‘50, inizialmente come associazione . Nasce per ispirazione dei due fondatori, Monsignor Varotto, sacerdote e Nella Berto, laica molto attiva nell’ambito cattolico. Fondazione OIC prende vita a Padova per rispondere a un’esigenza sorta in quegli anni: dare risposta ai bisogni di alcune domestiche. Queste persone, giunte a una certa età in cui non potevano più lavorare per le famiglie presso le quali avevano prestato la loro opera spesso per tutta la vita, uscivano dal lavoro senza un contesto familiare che le potesse accogliere, perché spesso non avevano una loro famiglia di riferimento. Nasce così  l’idea di creare una casa che le potesse accogliere, in cui le ospiti potessero autogestirsi.

Da qui successivamente si sviluppa l’idea di poter accogliere altre persone, anziane oppure senza riferimenti familiari.

Fondazione OIC inizialmente si è occupata di anziani autosufficienti e poi nel tempo si è specializzata anche nell’assistenza ai non autosufficienti, che oggi è la principale attività svolta.

Le soluzioni che proponete per gli anziani sono pensate sia per persone autosufficienti che non autosufficienti: quali opzioni prevedono?

Abbiamo soluzioni per entrambe le casistiche. Per gli autosufficienti abbiamo innanzitutto la soluzione Residence. Consiste nella possibilità di affittare un appartamento autonomo, completo di tutto, cucina, soggiorno, in cui una persona autosufficiente può andare a vivere come se fosse in un normale condominio. Con la comodità e la sicurezza in più di avere vicina una residenza per anziani, che garantisce il servizio di pulizia, il servizio ristorazione e soprattutto l’assistenza sociosanitaria dei nostri operatori.

Nella Civitas Vitae Nazareth, la sede storica, è rimasta anche l’offerta residenziale per autosufficienti. Gli ospiti in questo caso hanno la loro stanza privata, a volte anche una piccola area soggiorno ma vivono nella comunità, mantenendo una loro autonomia parziale.

Per i non autosufficienti c’è una presa in carico totale di tipo residenziale, dall’aspetto sociale a quello sanitario. Modulata, naturalmente, a seconda delle necessità specifiche dell’ospite che entra. Un’assistenza completa, che comprende medici assegnati, assistenza 24 su 24, partecipazione alle attività di comunità. Negli anni abbiamo ampliato l’offerta attivando nuclei specializzati per le persone con decadimento cognitivo, che per le caratteristiche, anche comportamentali, hanno necessità di avere un’assistenza specializzata.

L’offerta di Fondazione OIC è strutturata in base a risposte a bisogni crescenti: cosa significa?

Centro Diurno Fondazione OIC
PADOVA  ©BERGAMASCHI MARCO
interni centro diurno Nazareth Civitas Vitae

Cerchiamo di dare la risposta più appropriata ai bisogni degli ospiti. Ad esempio, oltre alle proposte per autosufficienti e non autosufficienti, residenziali o semi-residenziali,  in alcune sedi abbiamo anche il Centro Diurno, alcuni dei quali specializzati per persone con decadimento cognitivo. Si tratta di un servizio che dà risposta a un bisogno che non è ancora diventato di tipo residenziale. Un importante aiuto alla famiglie, che possono lasciare il loro caro la mattina e passarlo a prendere nel pomeriggio. L’anziano è così inserito in un ambito sociale e socio-educativo con attività specializzate e le famiglie possono trovare un momento di ristoro e alleggerimento dalle attività di cura quotidiane.

 

Quali sono le valutazioni che famiglie e caregiver devono fare prima di scegliere una residenza per i propri cari?

Il momento della scelta non è semplice per i caregiver. Come Fondazione OIC Onlus abbiamo analizzato le fasi che attraversa il familiare prima e dopo, fuori e dentro la residenza. Innanzitutto, il confronto con un professionista sanitario può aiutare i caregiver a focalizzare meglio. Spesso le famiglie scelgono di farsi aiutare in casa da una badante. Questa figura può andare bene per alcuni aspetti, di compagnia, di cura e igiene della casa e della persona ma su altri aspetti non può essere di supporto. In alcune situazioni è necessaria l’esperienza di un operatore sociosanitario, di un infermiere, di un educatore professionale.

Le famiglie devono riconoscere nel loro caro che sta invecchiando quali sono le potenzialità che può ancora mantenere e avere la capacità di capire quali interventi possono servire. Non è sempre facile: da familiare è difficile estraniarsi ed essere oggettivi, perché si è molto coinvolti emotivamente.

Per quanto riguarda la scelta della residenza per il proprio caro, ci sono degli aspetti professionali che devono essere assolutamente presenti. Dal medico di residenza, all’assistenza sanitaria 24 ore su 24, nuclei specializzati per il decadimento cognitivo, passando per le attività socio-educative adatte al proprio caro.

Per quanto riguarda la dimensione domiciliare, cosa proponete?

Oltre alle proposte residenziali e semi-residenziali, come Fondazione OIC abbiamo sviluppato un servizio domiciliare. La risposta residenziale, la classica soluzione per un non autosufficiente, è presa in considerazione quando le famiglie si rendono conto di non riuscire più a gestire il loro caro in casa. Ma i bisogni in realtà nascono prima e in maniera graduale.

Il nostro servizio domiciliare è personalizzato. Il Care Manager va a casa della famiglia, si confronta con i caregiver per capire quali sono le esigenze di quel momento e sviluppa delle proposte ad hoc. A volte sono interventi che riguardano un post acuzie, oppure un post-ospedaliero, un periodo di riabilitazione. In altri casi si tratta di un supporto a un’assistenza già esistente, nel caso ci sia una badante, con un operatore specializzato che aiuta in vari ambiti, come l’igiene personale oppure gli aspetti cognitivi. Fondamentale è il confronto con i caregiver per individuare le reali esigenze dell’assistito e poter concordare insieme il miglior tipo di intervento.

Micol Burighel

 

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