Fino a 70 anni in azienda, cosa cambia

Il trend demografico dei prossimi anni comporterà un quadro di aumento di aspettative di vita e di incessante tendenza all’invecchiamento della popolazione, forza lavoro compresa.

Uno scenario che impone un ripensamento sul presente e il futuro del mercato del lavoro. Non si potrà più pensare alla vita lavorativa con una divisione netta in tre fasi: formazione, lavoro e pensione. A una vita più longeva corrisponderanno anni di formazione intervallati da lavoro, cambi di direzione e nuove possibilità.

Le aziende devono dunque affrontare questa complessità studiando percorsi personalizzati, sia dal punto di vista economico, sia formativo. Cornerstone OnDemand ha fatto il punto fornendo consigli utili per imprese e HR Manager.

Prima di tutto, non bisogna pensare a stipendi necessariamente legati all’età e anzianità di servizio: potrebbero essere presenti in azienda professionisti di età avanzata ma alla prima esperienza in un determinato settore. Per questo sarà necessario ripensare salari e bonus per attirare e trattenere i talenti di ogni età.

Occorre poi offrire programmi formativi che tengano conto del fatto che l’evoluzione tecnologica diventa essenziale per permettere a tutte le generazioni di crescere professionalmente. In alcuni casi i lavoratori potrebbero addirittura conseguire una seconda laurea che li porti a rientrare in azienda sotto un’altra veste.

Diventano poi sempre più importanti i benefit da offrire ai lavoratori per trattenerli in azienda, in primis legati alla salute (per esempio palestre e assicurazione sanitaria integrativa).

Infine, l’equilibrio tra lavoro e vita privata resta condizione essenziale e requisito centrale per ogni fascia d’età, quindi ben vengano flessibilità e anni sabbatici, per avere lavoratori soddisfatti e fedeli.

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