Dopo l’apertura del 18 maggio, che di fatto ha sancito l’entrata ufficiale dell’Italia nella Fase 2 con il via libera agli spostamenti su tutto il territorio della regione di residenza, da mercoledì 3 giugno gli spostamenti dovrebbero essere consentiti anche tra regioni diverse, con delle limitazioni. Facciamo chiarezza sulle cose importanti da sapere.

Le cose da sapere
È bene sottolineare che l’ultimo DPCM varato dal Presidente del Consiglio (DPCM 16 maggio) vieta fino al 2 giugno 2020 i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. “Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Il nuovo decreto ha validità fino al prossimo 31 luglio e conferma il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per chi è positivo al virus. “A decorrere dal 3 giugno – riporta la nota diramata il 16 maggio dal Consiglio dei Ministri – gli spostamenti sul territorio nazionale possono essere limitati in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente”. 

Funzioni religiose e assembramenti
Sempre stando alle indicazioni fornite dal governo anche dopo il 3 giugno resta vietato, l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le funzioni religiose, invece,  potranno svolgersi  nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni, contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.

I sindaci potranno chiudere aree pubbliche a rischio
Tra le norme previste dal nuovo DPCM 16 maggio, c’è anche quella che autorizza i sindaci a chiudere temporaneamente le aree pubbliche o aperte al pubblico “in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro”.

Un parziale rientro alla normalità
Dopo l’allentamento delle restrizioni imposte dal lockdown che ha di fatto chiuso l’Italia per 69 giorni, con il nuovo DPCM si comincia a respirare un clima di normalità, nel quale, sempre a partire dal 3 giugno, sarà possibile anche spostarsi fuori dai confini nazionali: “secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e degli obblighi internazionali” recita sempre il comunicato diramato dal Consiglio dei Ministri. È comunque molto importante in questa fase 2 attenersi scrupolosamente alle indicazioni igieniche e di distanziamento sociale volte a fermare un eventuale ritorno del contagio. 

Andrea Carozzi 

 

 

 

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