RSA, eravamo ignari o colpevolmente impreparati a tutto questo?

Mentre negli ospedali i numeri dei pazienti in terapia intensiva sembra si siano ridimensionati nelle case di riposo sta succedendo l’esatto opposto. Qualcuno a microfoni spenti tempo fa ci disse che l’unica possibilità perché il virus non facesse strage all’interno delle RSA era non farlo entrare, perché una volta entrato sarebbe stato impossibile arginare l’epidemia. E così e stato. Ora ci ritroviamo a piangere i nostri anziani e a cercare crepe nel sistema.

A questo proposito ci sembra più opportuno far parlare direttamente chi sul campo opera.

“Che il “mondo” fosse impreparato a gestire una pandemia è sotto gli occhi di tutti, che si provi a salvare il maggior numero di persone è altrettanto fuori discussione, che i più deboli debbano soccombere o ancor peggio essere sacrificati è contro ogni regola morale, deontologica, etica e soprattutto umana ma  purtroppo è quello che accade quotidianamente.
Eravamo ignari o colpevolmente impreparati a tutto questo?
Purtroppo ignari non credo…da più di 15 anni i governi e soprattutto le task force regionali dovevano studiare, programmare e soprattutto investire nella gestione di un’ipotetica pandemia virale e questo perché la Sars fu solo un campanello di allarme inascoltato da tutti.
Detto questo, proviamo con numeri inconfutabili a capire quello che avviene nelle comunità ad alta concentrazione di anziani. Circa il 75 % degli Ospiti delle RSA soffre di patologie pneumo-bronchiali più o meno gravi, queste patologie pregresse si presentano nella maggior parte dei casi con gli stessi sintomi del Covid-19, come fare a capire se si tratta di una polmonite batterica o di un’infezione virale prima che sia troppo tardi?
C’è un unico esame che può togliere ogni dubbio, il TAMPONE o esame molecolare che dir si voglia. Il tampone doveva essere lo screening di massa nelle RSA, per Ospiti e Operatori, poi l’isolamento la distanza sociale, le mascherine, il gel idroalcolico e tutto quello che vi viene in mente, ma se non si interviene prima possibile diagnosticando i contagiati il virus trova un terreno fertile per la sua propagazione e per di più, visti i soggetti, basta anche una modesta concentrazione per fare una strage.
Contagiati…si ho detto contagiati, perché l’unica certezza che abbiamo che l’ Ospite di una RSA non può essere il “portatore sano” il famoso asintomatico che ne infetta altri tre o quattro, il virus arriva da fuori e poiché la maggior parte delle RSA, spererei tutte, da tempo avevano chiuso gli accessi e le visite, il veicolo è da ricercarsi nel personale dai Medici agli Infermieri passando dagli OSS, i Fisioterapisti, gli Animatori, nessuno escluso…
Fin qui credo difficilmente potrei essere smentito e soprattutto sembrerebbe tutto così banale, ecco appunto la banalità…quella che ha governato per anni senza colore politico, da destra a sinistra passando per il centro, la banalità è la responsabile di tutto questo…ed allora torniamo da dove siamo partiti, eravamo ignari o colpevolmente impreparati a tutto questo?

Riflessione sul tema a cura di Ubaldo Borchi, gestore della “Residenza Valpolcevera” e Associato Anaste Liguria”.

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