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Epatite C, prevenirla e curarla partendo da un semplice test

Epatite C, prevenirla e curarla partendo da un semplice test

Il 28 luglio si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale contro le epatiti, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul peso globale dell’epatite virale e incoraggiare le persone alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento. L’epatite C, in particolare, colpisce oggi in Italia soprattutto la fascia di popolazione over 50, con un’incidenza che può arrivare anche al 7 % nei soggetti con più di 75 anni[1]. Questo perché prima degli anni Novanta il virus dell’epatite C non era ancora stato scoperto: di conseguenza, non si sapeva né come l’infezione si diffondesse tra le persone, né come agire per prevenirla.

Conseguenze e comorbidità dell’epatite C

Nella sua fase iniziale, quella acuta, l’epatite C spesso non si manifesta in modo evidente. I suoi sintomi non sono specifici: stanchezza, dolori muscolari, febbre, nausea e vomito, ittero, aumento delle transaminasi (un dato che si può verificare eseguendo le analisi del sangue). La malattia, dunque, può rimanere silente (o quasi) per molti anni, anche decenni, fino a quando passa allo stato cronico: a questo punto può sfociare in patologie molto più gravi, che colpiscono prevalentemente il fegato. Parliamo di cirrosi, nel 20-30 % dei casi, e di tumore (1-4 %) di casi[2],[3]. Situazioni che possono portare anche al decesso (l’Italia ha il triste primato europeo per il maggior numero di morti per epatite C). Per i soggetti più anziani il rischio è maggiore: l’ipotesi è che, più a lungo si trascura l’infezione, più alto diventa il rischio di sviluppare cirrosi o un epatocarcinoma.

L’epatite C, inoltre, può avere anche manifestazioni extraepatiche, ovvero causare altri problemi che non riguardano solo il fegato. Si tratta, in particolare, dell’insulino-resistenza[4], diabete di tipo 2[5], malattie autoimmuni (come la crioglobulinemia mista, che provoca l’infiammazione dei vasi sanguigni)[6], ma anche disturbi renali[7], cardiovascolari[8], neuropsichiatrici[9] e del linfoma Non-Hodgkin, che in questi soggetti ha un’incidenza 35 volte superiore rispetto a quanto avviene alla popolazione generale[10]. La frequenza di queste “comorbidità” sembra aumentare con l’età della persona[11].

L’epatite C si può curare

L’epatite C è una malattia molto grave, ma non dimentichiamoci che oggi si può curare: le terapie consentono di eliminare il virus HCV dall’organismo in oltre il 90% dei casi[12]. Curare l’epatite C può ridurre la gravità delle problematiche extraepatiche, migliorando la qualità di vita delle persone e la sopravvivenza.

Come ci ricorda anche la mission della Giornata mondiale contro le epatiti, è fondamentale prevenire, diagnosticare e curare l’epatite C.

Questo messaggio è importante soprattutto tra i soggetti che hanno più di 50 anni: i sintomi e le comorbidità di cui abbiamo parlato sono campanelli d’allarme che devono far alzare il livello di attenzione, in particolare nelle persone più a rischio.

Maggiori informazioni e materiali scaricabili sull’epatite C e gli over 50 sono disponibili sul sito Ccomecurabile.it 

 

“Materiale di carattere informativo non riferibile a contenuti di prodotto e non finalizzato alla promozione del farmaco”

 Codice materiale IT-UNB-0229

[1] Epicentro – Istituto Superiore di Sanità (ISS), Epatite C; www.epicentro.iss.it/epatite/epatite-c (ultimo accesso: maggio 2021)

[2] Epicentro – Istituto Superiore di Sanità (ISS), Epatite C; www.epicentro.iss.it/epatite/epatite-c (ultimo accesso: maggio 2021)

[3] World Health Organization, Hepatitis C; https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/hepatitis-c

[4] Adinolfi LE, Jacobson I, Bondin M, Cacoub P. Expert opinion on managing chronic HCV infection in patients with type 2 diabetes mellitus. Antivir. Ther. 2018; 23: 11–21

[5] Adinolfi LE, Jacobson I, Bondin M, Cacoub P. Expert opinion on managing chronic HCV infection in patients with type 2 diabetes mellitus. Antivir. Ther. 2018; 23: 11–21

[6] Cacoub P, Comarmond C, Domont F, et al. Cryoglobulinemia Vasculitis. Am J Med 2015;128(9):950-5

[7] Fabrizi F, Verdesca S, Messa P, Martin P. Hepatitis C. Virus infection increases the risk of developing chronic kidney disease: a systematic review and meta‐analysis. Dig. Dis. Sci. 2015; 60: 3801–13

[8] Petta S, Maida M, Macaluso FS, et al. Hepatitis C Virus Infection Is Associated With Increased Cardiovascular Mortality: A Meta-Analysis of Observational Studies. Gastroenterology 2016;150(1):145-155.e4

[9] Adinolfi et al; Chronic hepatitis C virus infection and neurological and psychiatric disorders: an overview. World J Gastroenterol. 2015 Feb 28;21(8):2269-80

[10] Mueller NE, Matsuo K, Kusano A, et al. Effect of hepatitis C virus infection on the risk of non-Hodgkin’s lymphoma:a meta-analysis of epidemiological studies. Cancer Sci 2004;95(9):745-52

[11] Ippolito AM et al. Hepatitis C Virus Clearance in Older Adults. Journal of the American Geriatrics Society, 14 No-

 vember 2017, https://doi.org/10.1111/jgs.15140

[12] Epa C Onlus, Alleanza contro l’epatite 2019 – Position Paper. HCV: Eradicazione del virus sul territorio nazionale;

 www.epac.it/cm-fi les/2019/10/03/position-paper-hcv-def.pdf p.1

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