Ancora oggi, sull’epatite C aleggiano pregiudizi e ignoranza. Si stima che in Italia ci siano tra le 71mila e le 130mila persone che non sanno di averla. Quando si parla di questa patologia, si incontrano spesso fra le persone dubbi, confusione e la percezione che si tratti di una situazione da cui non si può uscire. Ma non è così! L’epatite C è curabile. Il primo passo? Recarsi dal medico a fare il test!

5 cose da sapere sull’epatite C

Cos’è

L’epatite C è una patologia del fegato causata dall’infezione del virus HCV, che attacca le cellule epatiche inducendo uno stato infiammatorio. In tutto il mondo, l’epatite C rappresenta una della principali cause di trapianto e di sviluppo di malattie croniche del fegato come cirrosi epatica, epatite cronica e cancro del fegato. 

La vita naturale dell’epatite C si compone di due fasi: l’infezione acuta e l’infezione cronica. La fase acuta segue il contagio e si verifica quando le difese dell’organismo iniziano a produrre anticorpi per debellare l’infezione. Questo processo può durare svariati mesi ma si tratta tendenzialmente di una fase asintomatica della malattia. Solo il 5-10% dei pazienti va incontro a nausea, febbre, vomito, diarrea, ittero, dolore generalizzato e affaticamento. Nel 60-80% dei casi il sistema immunitario non riesce ad avere la meglio: comincia così la fase cronica, che può rimanere asintomatica anche per decine di anni. Dopo 20-30 anni, però, oltre il 20% dei pazienti sviluppa malattie croniche del fegato come cirrosi e carcinoma epatocellulare.

Come si contrae

Fondamentale per la prevenzione dell’epatite C è conoscere i comportamenti a rischio che possono portare alla malattia. Il virus HCV si può trasmettere per via ematica, cioè tramite il contatto diretto con sangue infetto attraverso una lesione della cute. Chi fa uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa è sicuramente un soggetto a rischio, ma ci sono anche altri comportamenti da evitare. Infatti, i maggiori fattori di rischio sono la condivisione di oggetti appuntiti o taglienti (come rasoi, lamette o forbici), gli aghi, gli strumenti chirurgici usati e non sterilizzati, le trasfusioni di sangue. La trasmissione per via sessuale tra coppie eterosessuali monogame e stabili è praticamente nulla, se mucose e pelle sono integre. Rara è la possibilità che il virus passi dalla madre al bambino durante il parto (3-5%), ma il rischio aumenta se la madre è portatrice anche di HIV. 

L’epatite C è una malattia silente 

L’epatite C è una malattia silente che moltissime persone non sanno di avere, finché non porta allo sviluppo di malattie come cirrosi epatica e tumore del fegato. Questo succede perché nella maggior parte dei casi, nella fase acuta e talvolta anche in quella cronica, la malattia è asintomatica oppure causa solo sintomi lievi e generici. Si tratta perciò di una malattia sotto-diagnosticata: solo in Italia si stima che tra le 71mila e le 130mila persone potrebbero averla senza esserne a conoscenza. Nel nostro Paese, è soprattutto la popolazione degli over 65 a essere interessata dall’infezione cronica, contagiata da sangue infetto o dall’uso di strumenti medici non usa e getta in anni in cui si prestava minore attenzione a questi aspetti. 

Se avete avuto comportamenti a rischio, fate il test!

La prevenzione e l’assiduità dei controlli dal medico sono sempre importanti, ma con una malattia silente come l’epatite C lo sono ancora di più. Fare il test per sapere se si ha o meno la malattia è il primo passo verso la guarigione. Gli esami per accertare se si è entrati a contatto con il virus si eseguono attraverso il prelievo del sangue e sono di due tipi. L’Anti-HCV o Ab anti-HCV verifica la presenza degli anticorpi HCV nel sangue. L’altro esame, l’HCV-RNA può essere qualitativo o quantitativo. Nel primo caso il test ricerca direttamente il virus nel sangue, andando a verificare o meno l’infezione attiva o la malattia, mentre nel secondo si ricerca la quantità di virus nel sangue.

Cure e terapie

Ripetiamolo ancora una volta: oggi l’epatite C è curabile. Le più recenti scoperte permettono di trattare i pazienti in maniera sempre più efficace. Le moderne terapie agiscono direttamente sul virus, invece di stimolare una risposta da parte del sistema immunitario. Questo porta quasi nella totalità dei casi (95%) all’eliminazione del virus. I nuovi trattamenti sono disponibili in Italia dal 2014 e hanno rivoluzionato la vita dei pazienti affetti da epatite C. Oltre alla loro efficacia, si tratta di terapie che prevedono l’assunzione di alcune compresse giornaliere per via orale e che presentano lievi effetti collaterali. 

Per altre informazioni sull’epatite C, visita C come curabile, il sito dell’omonima campagna promossa da Gilead con il patrocinio della Società Italiana di Malattie Infettive Tropicali, della Fondazione The Bridge, di Epac Onlus, dell’Associazione Italiana Studio del Fegato, di Plus Onlus e Fondazione Maraini. 

Micol Burighel

 

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