Disoccupati over40, a Torino nasce una federazione

Atdal over40 di Milano e di Roma, Alp Piemonte over40 e Over40&50 Reset di Pavia: queste le associazioni dei lavoratori over che si sono unite e hanno fondato la prima Federazione nazionale dei lavoratori over40, una realtà istituzionale a sostegno dei disoccupati senior.

Abbiamo incontrato Armando Rinaldi, socio fondatore Atdal over40. Ecco l’intervista.

Una federazione nazionale dei lavoratori over40. Come nasce quest’associazione?
Il progetto nasce dalla necessità di dare vita a un’organizzazione nazionale capace di riunire le tante realtà che da anni denunciano la condizione di uomini e donne privati del lavoro e del reddito.
Voglio puntualizzare che non vogliamo costituire un nuovo sindacato, ma ci siamo uniti per conquistare maggiore visibilità alle attività e per farci, ancora di più, ascoltare dai partiti e dalle istituzioni. Abbiamo unito tante realtà per conquistare maggiore pressione.

Le vostre proposte partono dalla necessità legislativa di ridefinire la qualifica di disoccupato.
Sì, esatto. Noi crediamo che l’attuale legislazione sulla disoccupazione sia inefficace e miope e che non intercetti la grande massa di nuovi disoccupati. In Italia esistono due grossi problemi.
Il primo consiste nel fatto che è riconosciuto ufficialmente disoccupato solo chi è iscritto alle liste dei Centri per l’impiego. Esiste, però, una grande massa di disoccupati che, per varie ragioni, non si iscrivono, risultando, quindi, inoccupati. Questo tipo di atteggiamento è, soprattutto, prevalente tra i colletti bianchi, impiegati e dirigenti, i quali sia perché non credono nelle funzioni dei Centri per l’impiego, sia per ragioni psicologiche, decidono di non iscriversi. Questa tendenza aumenta più è alta la qualifica di un ex-lavoratore.
Il secondo problema è dato dal fatto che spesso è difficile per un disoccupato attingere al sistema di tutela al reddito. La disciplina a riguardo è complicata e intricata e non è semplice a livello legislativo rientrare nei requisiti necessari per accedere ai sussidi».

All’interno del vostro programma d’interventi legislativi, spicca la riforma alla disciplina sul sussidio di disoccupazione. Che cosa prevede la vostra proposta?
A nostro avviso il punto fondamentale deve essere l’estensione, anche in Italia, del reddito di cittadinanza che esiste in tutta Europa. La nostra proposta di riforma è, appunto, quella d’istituire una forma di sostengo universale e generalizzato al reddito che dia aiuto alla persone a prescindere dall’occupazione. La nostra idea nasce dall’osservazione di un’esigenza reale e impellente delle persone: disporre di un reddito che garantisca una vita dignitosa. Crediamo, inoltre, che sia necessario rivedere gli strumenti di ammortizzazione sociale, quali la cassa integrazione e mobilità.

Quali sono i progetti per la ri-qualificazione professionale e le misure per la ricollocazione che proponete?
Noi partiamo da questa premessa: nel nostro paese esiste una reale carenza di offerta di lavoro aggravata dal fatto che la maggior parte delle aziende italiane sono medio-piccole e hanno scarse possibilità di investire. A questo punto, quello che noi proponiamo è una serie ridefinizione istituzionale di quelle associazioni che offrono formazione e riqualificazione: a oggi ci sono troppi enti che propongono progetti del tutto distaccati dalla reale richiesta di lavoro. Noi vorremo che si ridefinissero le istituzioni addette alla ricerca del lavoro in modo che rimangano attive solo quelle serie che siano sul territorio e che conoscano, davvero, le necessità del mercato del lavoro.

Crede che esista una sorta di battaglia generazionale tra i disoccupati junior e quelli over40?
Credo che sia una battaglia fittizia alimentata dalla politica e dai media. Disoccupati senior contro junior, lavoratori pubblici contro privati, uomini contro donne, sono solo mosse strategiche studiate per dividere e per colpire ancora di più. Dividi et impera. Il problema della disoccupazione riguarda tutti e sono necessarie più che mai misure generalizzate.

Per concludere, quale crede sia la riforma alle leggi sul lavoro più urgente?
Sostegno al reddito. Sono fermamente convinto che occorrano importanti interventi sul sistema economico. Sono allineato con le proposte e le idee di Marco Revelli e sono molto pessimista sul futuro dell’Italia; credo che dobbiamo ripartire ricostruendo il sistema industriale.

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