Disoccupati over 55: l’Inps prepara il reddito mimino

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale sta studiano un piano che vada a sostegno dei lavoratori over 55 che hanno perso il lavoro e non riescono a trovarne un altro che gli permetta di maturare i requisiti per andare in pensione.

Il Piano INPS, secondo quanto dichiarato dall’economista Tito Boeri, presidente dell’Istituto, nel corso di una audizione alla commissione Affari sociali della Camera e confermato in un’intervista concessa ai quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX,   sta prendendo forma e promette una sorta di reddito minimo garantito, come già anticipato a fine aprile.
I dettagli della proposta non sono ancora noti ma secondo quanto si apprende le carte sono ormai sui tavoli che contano e saranno presentata entro giugno (e conseguentemente inserita nella prossima legge di stabilità) forte di coperture finanziarie già definite e di un quadro normativo già pronto ad accogliere il piano. Inoltre il piano prevederebbe flessibilità in uscita e ritocchi minori in più punti alla Legge Fornero ad iniziare dalle ricongiunzioni onerose.
«Credo che oggi – spiega Boeri – la sfida principale per il Paese sia quella di contrastare la povertà, che ci ritroviamo come eredità negativa della recessione. Una povertà che è aumentata soprattutto nella fascia di età 55-65 anni; gente che il più delle volte non è ancora in pensione e che non ha più lavoro. Se il governo avesse destinato 18 miliardi, secondo i nostri calcoli tanto ci voleva per restituire integralmente gli arretrati delle pensioni dopo la sentenza della Corte Costituzionale, sarebbe stato molto più difficile fare qualcosa contro la povertà».

«Prima della crisi del 2007-2008 – continua Boeri – c’erano 11 milioni di persone in Italia sotto al soglia di povertà. Oggi sono 15 milioni, e proprio nella fascia tra i 55 e i 65 anni c’è stato l’aumento percentuale maggiore, il 70%. Noi stiamo lavorando per fare entro il prossimo mese una proposta che serva al contrasto della povertà, dando a questa categoria di persone un reddito minimo garantito.Sarà una proposta che si regge sulle sue gambe. È fattibile perché in quella fascia di età non servono politiche attive; non si deve stare dietro alle persone perché cerchino lavoro, visto che è molto difficile che lo trovino. Sarà una proposta autofinanziata, modificando la struttura dei trasferimenti. Il problema dell’Italia è che ha un sacco di trasferimenti che però arrivano pochissimo a chi ne ha davvero bisogno: al 10% più povero della popolazione, ad esempio, vanno solo il 3% dei trasferimenti totali. Anche escludendo le pensioni le cose non cambiano di molto».

Sul sito della Camera dei deputati, il video dell’audizione di Tito Boeri