Termina domani il Digital Health Summit, il convegno di riferimento dell’e-Health in Italia che quest’anno si è tenuto in veste interamente digitale. L’evento è stato organizzato per il quinto anno consecutivo da NetConsulting Cube, GGallery Group e AISIS (Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità). 

Digital Health Summit 2020: verso il futuro della sanità

Basato su una piattaforma online interattiva, Digital Health Summit 2020 si configura come un viaggio in 12 stanze virtuali dall’emergenza verso il futuro della sanità. Un percorso a tappe che parte dell’ecosistema complessivo del Life Science, passa da nuovi modelli sostenibili di sanità per arrivare al ruolo del dato e della privacy, alle nuove architetture e nuovi Sistemi Informativi. Una delle punte di diamante dell’edizione di quest’anno è stata la presenza dell’Advisory Board, un comitato d’eccellenza costituito dalle principali Associazioni di categoria italiane del settore. Come l’Associazione Italiana Ingegneri Clinici, l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani, Assobiotec, Assogenerici, Confindustria Dispositivi Medici, Farmindustria, la Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere e l’Istituto Italiano Tecnologia, che hanno dato il loro contributo in termini di riflessioni su come far evolvere il sistema sanitario. 

4 giornate virtuali di dibattito e proposte

Durante la quattro giornate virtuali si sono alternate le testimonianze nazionali ed internazionali, i casi concreti, le proposte provenienti dalle Associazioni dell’Advisory Board, dagli operatori sanitari, dai player di soluzioni e tecnologie avanzate. Questi contributi hanno animato, con i loro interventi, le stanze digitali, il workshop riservato e le numerose tavole rotonde del Summit. Il tutto con la massima interazione da parte dei partecipanti da remoto, che anche quest’anno hanno potuto fare sentire la loro voce attraverso le molteplici forme di contatto previste dall’evento. 

Tutte le stanze, infatti, erano caratterizzate da una ‘instant survey’ da commentare in diretta attraverso una chat moderata. Ogni sessione, inoltre, ha avuto momenti di Q& A. Anche quest’anno è tornata una delle costanti del Digital Health Summit, la premiazione del Concorso W.In.e (W.In.e. and Inspiring e-Leaders) alla sua terza edizione e che intende valorizzare e premiare le esperienze legate alla gestione del Covid-19 e del post emergenza. 

Un evento virtuale: la vera forza di Digital Health Summit 2020

“Il maggiore punto di forza dell’edizione 2020 ed anche la più grande novità consiste nell’aver trasformato l’evento da fisico in virtuale, cercando di conservarne il valore per tutte le parti coinvolte – esordisce Alberto Ronchi, presidente di AISIS.

“Valore che è maggiore flessibilità per chi vi assiste perché può scegliere quali sessioni vedere in diretta e quali in un secondo tempo, grazie alle registrazioni di tutto l’evento. Valore anche per gli sponsor che possono contare su una maggiore partecipazione (data la facilità di fruizione) e avere una conoscenza puntuale delle preferenze dei partecipanti, grazie a raffinati meccanismi di raccolta dati (nel rispetto della normativa privacy, però). I temi sono stati, per forza di cose, influenzati dall’emergenza che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo; quindi spazio al digitale come strumento per garantire il distanziamento, senza perdere in qualità, efficienza ed efficacia dei processi, declinandolo su temi come, ad esempio, la telemedicina, che ha finalmente avuto l’impulso necessario ad una adozione diffusa”. 

“Il DHS 2020 è stato una grande sfida, per tanti motivi – puntualizza Paolo Macrì, presidente di GGallery – innanzitutto il format, dopo quattro anni di crescita continua dell’evento residenziale. Non è stato banale trasformare tutto online in una formula tanto innovativa, quanto necessaria e adeguata al “new normal” dell’era Covid. In questi mesi abbiamo fatto tanta esperienza e messo a punto metodologie e strumenti per rendere gli eventi online altrettanto interessanti e coinvolgenti, per certi aspetti più efficaci del normale congresso o convegno residenziale”.

Un Community Book con il contributo dei partecipanti

Una delle altre grandi novità di quest’anno è stato il Digital Health Summit Community Book, un documento vivo, frutto delle interazioni virtuali, dei risultati delle sessioni, delle traiettorie disegnate durante la health digital week, che raccoglie il contributo dei suoi partecipanti. Tutto questo per creare ancora di più il senso di community e lasciare un segno anche dopo l’evento si è concluso. A spiegarne il significato più profondo interviene Macrì di GGallery che commenta: “L’auspicio è che proprio quest’anno, il Digital Health Summit diventi anche una community dove perseguire un dialogo e un confronto continuo tra addetti ai lavori, costruendo un capitale culturale a disposizione degli stakeholder pubblici e privati.” 

“Il senso di una Comunità sempre più estesa – continua Di Ruscio di NetConsulitng Cube – che grazie anche al nostro Advisory Board si racconta con trasparenza e realismo, provando a proporre soluzioni a partire dal vissuto e dalle competenze e interrogandosi su come affrontare la trasformazione attraverso la tecnologia. E che interseca i diversi livelli funzionali (Direttori Generali, CIO, Ingegneri clinici, etc.) e collabora con il sistema di Offerta perché comprende che la parte è il tutto e solo insieme si possono realizzare i veri cambiamenti.” 

 

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