Dicembre, è tempo di tredicesima alla pensione minima

Con l’assegno di dicembre arriva la cosiddetta tredicesima mensilità sulle pensioni minime, cioè l’importo aggiuntivo di 154,94 euro per coloro che hanno un netto annuo inferiore al trattamento minimo (6.686 euro l’anno). Il riferimento legislativo è la legge 388/2000, articolo 70, comma 7.

Come si legge su Pensioni&Lavoro, la tredicesima pensioni minime spetta solo a coloro che percepiscono trattamenti previdenziali e non si applica ad altri trattamenti, come l’incentivo all’esodo per la pensione anticipata previsto dalla riforma Fornero del 2012, gli assegni dei fondi di solidarietà, l’indennizzo commercianti, l’invalidità civile.

Ai fini del tetto, si calcolano tutti i redditi pensionistici percepiti dal contribuente, mentre si escludono gli eventuali trattamenti di famiglia. Oltre al tetto relativo alla pensione, vanno rispettati determinati limiti di reddito: per i pensionati non coniugati, il reddito Irpef non deve essere superiore a una volta e mezzo il minimo (quindi a 9mila 700 euro annui). Per i coniugati, c’è un ulteriore requisito: la somma dei redditi Irpef dei coniugi non deve superare tre volte il minimo, quindi circa 19mila 500 euro annui. Se i coniugi sono legalmente separati, non si sommano i due redditi, quindi vale solo il singolo reddito di ognuno dei contribuenti.

Per il tetto di reddito, non si calcolano la casa d’abitazione e pertinenze, i trattamenti di fine rapporto, i redditi derivanti da competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Inoltre, se il pensionato rispetta i requisiti di reddito indicati e ha una pensione superiore al minimo ma inferiore alla somma che spetterebbe aggiungendo anche i 154,94 euro, spetta un importo fino al raggiungimento del limite.

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