Da anziano a senior: l’invecchiamento come opportunità sociale ed economica

Cresce la popolazione over 65, cambia il concetto di invecchiamento e si evolvono i settori e i servizi legati al senior. Ne parliamo con Gianluca Santoro, business development manager, direttore Sviluppo Korian Italia

Nei prossimi 5 anni il numero di individui di età uguale o superiore a 65 anni supererà quello dei bambini al di sotto dei 5 anni. Il segmento di popolazione che aumenterà maggiormente sarà quello degli ultraottantenni, il cui numero assoluto risulterà praticamente quadruplicato entro il 2050.

Si stima che nel 2050 la quota di anziani nel nostro Paese raggiungerà il 35,9% della popolazione totale, pari a circa 18 milioni di persone. Un nuovo “pianeta demografico”, con un’attesa di vita media pari a 82,5 anni (79,5 per gli uomini e 85,6 per le donne).

L’invecchiamento è diventato una vera e propria opportunità sociale ed economica: sempre più start up e imprese calibrano la propria offerta di prodotti e servizi con un focus strategico sulla prevenzione in un’ottica di Active Ageing.

Korian Italia è sponsor della seconda edizione del Silver economy forum, in programma a Genova dal 13 al 15 giugno a Palazzo della Borsa.

Quando nasce e si sviluppa l’idea dell’invecchiamento attivo e cosa presuppone?

«L’invecchiamento − spiega Gianluca Santoro, business development manager, direttore Sviluppo Korian Italia − è un processo multifattoriale caratterizzato da una progressiva perdita delle capacità funzionali e da una crescente presenza di più patologie. Oggi, però, la maggior consapevolezza dei fattori di rischio per l’insorgenza delle diverse malattie, abbinata a una sempre maggior prevenzione, porta a identificare un nuovo concetto di terza età, che punta al mantenimento del benessere psicofisico e relazionale. L’evoluzione del concetto stesso di invecchiamento, dagli anni sessanta a oggi, sembra essere improntata a uno stile di vita di qualità, più che mai attivo, nel segno del benessere, della cura di sé e del tempo ritrovato. Il cambio di denominazione da “anziano” a “senior” non è casuale e rispecchia la pienezza dell’età d’argento come percorso di opportunità e di riconquistata libertà».

Quali sono i settori che secondo lei possono essere più innovativi nel proporre servizi e prodotti per i senior (travel, food, entertainment, fashion, servizi alla persona ecc.)?

«Puntare sugli anziani con servizi innovativi può essere un importante motore per rilanciare la crescita in un Paese che invecchia come il nostro. Entro il 2030 il numero degli ultraottantenni triplicherà. La combinazione di big data e nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, offre grandissime opportunità di sviluppare nuove soluzioni. Dai corsi per l’alfabetizzazione digitale, ai centri sportivi dedicati, fino ai pacchetti vacanze silver, senza dimenticare la progettazione di dispositivi ad hoc (dagli smartphone alle app) per la comunicazione e l’inclusione sociale degli over 65».

Silver economy forum: la seconda edizione a Genova dal 13 al 15 giugno

Intelligenza artificiale e robot: quali alleanze con i senior? 

«In un Paese come il nostro, caratterizzato da un calo inarrestabile delle nascite e dall’aumento dell’età media della popolazione, una delle prossime emergenze sociali diventa trovare qualcuno che si occupi degli anziani. Ecco perché robot e intelligenza artificiale potrebbero avere un impatto dirompente per l’assistenza della terza età e stanno, in parte, già rivoluzionando le professioni tradizionali a servizio dei senior, dall’assistenza sanitaria degli anziani fino alla chirurgia robotica, alla diagnosi e alla chirurgia da remoto, fino alla telemedicina».

Silver Housing: verso un nuovo approccio alla domanda residenziale degli anziani

«Fra le nuove soluzioni residenziali per over 65 si sta facendo strada il Silver Housing indipendente. Ispirato dalla “Feel at Home Philosophy”, questo format abitativo-assistenziale trova la sua declinazione negli appartamenti protetti. Si tratta di una formula innovativa pensata per gli anziani fragili che non necessitano di assistenza sanitaria o socio-sanitaria full time. Gli appartamenti sono caratterizzati da spazi abitativi con aree condivise di incontro e socializzazione, ma anche dalla presenza quotidiana di professionisti sanitari in loco per la somministrazione delle medicine e il monitoraggio delle condizioni di salute. Ideali per conciliare indipendenza e privacy con l’assistenza medico sanitaria, gli “assisted flats” sono meno costosi delle rsa e consentono ai senior ambienti più adeguati al loro stile di vita ma, soprattutto, di rimanere indipendenti, il più lungo possibile, mantenendo tutti i vantaggi della loro Comfort Zone».

Considerando la popolazione italiana degli over 60, che attualmente raggiunge i 17 milioni di persone, e il tasso di penetrazione in Francia e Regno Unito, si stima che il numero di appartamenti protetti a livello nazionale possa essere compreso fra le 35 mila e le 124 mila unità, per un totale di 87 mila clienti potenziali (Fonte: Pwc su dati Istat). A confermare questa proiezione sono anche i recenti dati che rivelano che i «silver» hanno spese percentuali più elevate della media nazionale riguardo all’abitazione e ai servizi sanitari e per la salute.

In questo quadro, le piattaforme tecnologiche possono giocare un ruolo chiave nella ricomposizione delle dinamiche di domanda e offerta, consentendo sia una migliore centralizzazione dei servizi assistenziali e residenziali, sia una più efficiente allocazione delle risorse su base territoriale, con conseguente miglioramento del livello di soddisfazione degli utenti.

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