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Covid, Bonsignore: «Vaccinarsi e rimanere in Italia per il bene della collettività»

Nell’ultimo bollettino della Protezione civile (relativo a sabato 5 giugno) sono indicati 2.436 nuovi contagi da Covid-19 in Italia e 57 morti. 48 sono, invece, i ricoverati in terapia intensiva in meno rispetto alla giornata precedente, mentre i ricoveri ordinari risultano in calo di 295 unità. Più di 7 mila i guariti.

Numeri che riflettono una situazione sanitaria decisamente più favorevole in confronto a qualche mese fa. Ma è necessario continuare a mantenere prudenza e accortezza nella quotidianità e nei rapporti con le persone, consapevoli che, seppur più forti rispetto al 2020 grazie alla campagna vaccinale ormai ben avviata, siamo ancora lontani dall’immunità di gregge.

Ne parliamo con il Professor Alessandro Bonsignore, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia Genova e della Federazione Regionale Ligure.

La situazione è migliorata, ma mantenere alta la guardia contro il Covid-19 è d’obbligo…

«Ci stiamo avviando verso una situazione – ligure, ma anche nazionale – che potremmo prudentemente definire “Covid free”. I dati mostrano un trend in miglioramento ovunque. Già l’anno scorso, di questi tempi, l’Italia si avviava verso un periodo positivo per numero di contagi, ricoveri e decessi. Quest’anno va ancora meglio, perché abbiamo un’arma in più, determinante: i vaccini. Nonostante questo, permangono delle criticità: è probabile che non raggiungeremo l’immunità di gregge prima di settembre. Per questo è fondamentale che i cittadini mantengano cautela nei loro comportamenti: prudenza quando si sta a contatto con persone non congiunte, mascherine nei luoghi chiusi – un presidio che dovrebbe restare per tutta l’estate – distanza e igiene. Ricordiamoci sempre che, tra coloro che hanno già completato il ciclo vaccinale, circa il 10% – inconsapevolmente – potrebbe non essere del tutto immunizzato. Questo perché nessuno dei quattro vaccini finora somministrati garantisce al 100% la copertura dal virus. È proprio questa la principale motivazione che dovrebbe spingere le persone non ancora vaccinate a vaccinarsi e a mantenere rigore nei comportamenti».

Proteggere gli altri contro il Covid?

«Esattamente. Abbiamo spesso la percezione che i giovani si vogliano vaccinare, oltre che per proteggere se stessi, per garantirsi un “pass” per poter andare in vacanza o, per esempio, entrare in discoteca. In realtà, il motivo principale dovrebbe essere la tutela della salute pubblica: la spinta consapevole alla vaccinazione deve essere quella di proteggere soprattutto le persone più anziane e i più fragili, i più esposti al rischio di contrarre il Covid-19 nel modo più violento. Nel rapporto rischi-benefici della vaccinazione non si deve tenere conto, infatti, solo dei rischi e dei benefici per il singolo, ma anche e soprattutto di quelli per la collettività».

C’è grande attesa proprio per gli eventi di massa che stanno nuovamente riprendendo…

«A questo proposito, sarà molto importante l’esito degli studi sulla diffusione del contagio in occasione degli eventi che si svolgeranno prossimamente. Se, nonostante i controlli sui partecipanti o l’immunizzazione degli stessi, dovessero emergere dati negativi sui contagi e nuovi focolai, suppongo che molti degli eventi programmati non vedranno la luce. In caso contrario, le aperture potrebbero essere ancora più estese».

L’estate, come detto, è anche tempo di vacanze. Avere come meta l’Italia è la scelta più saggia in questo momento?

«Quest’anno più che mai. L’anno scorso sono stati commessi diversi errori e, tra questi, quello di andare in vacanza all’estero. Il senso civico ci impone di rimanere tutti in Italia. È fondamentale per riuscire a circoscrivere la pandemia e per evitare di portare nel nostro Paese eventuali nuove varianti ancora assenti. Parliamo di una responsabilità sociale. Mi auguro che gli italiani ragionino con buon senso».

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