Il ministero della Salute ha fornito le nuove indicazioni per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 e per le visite nelle RSA. Lo scopo è non solo quello di mettere in sicurezza il paziente, ma anche quello di evitare l’affollamento ingiustificato negli ospedali, nei pronto soccorso e nelle RSA, dove sono ricoverate le fasce più deboli e più esposte al contagio.

Assistenza domiciliare per chi ha il Covid

Tra le principali linee guida fornite dal Ministero per la gestione dei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici (cioè coloro che presentano pochi sintomi o che comunque non necessitano di ricovero), ci sono alcune indicazioni di gestione clinica. In particolare, un’attenzione vigile e costante del paziente, nonché un’idratazione e una nutrizione appropriate. A ciò si aggiunge la misurazione periodica della saturazione dell’ossigeno (tramite pulsossimetria) e i trattamenti sintomatici, per esempio tramite paracetamolo. Il Ministero, inoltre, ricorda di non modificare le terapie croniche in atto per altre patologie: il rischio è quello di provocare aggravamenti di condizioni preesistenti.

In questo contesto, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta giocano un ruolo cruciale.

Le linee guida complete si possono consultare nella Circolare “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2”.

Covid: le visite in RSA

Con la Circolare del 30 novembre 2020 il Ministero della Salute fornisce inoltre chiarimenti e indicazioni riguardo alla ripresa in sicurezza di visite e contatti con gli anziani ospiti delle strutture residenziali. Persone che costituiscono una fascia di popolazione particolarmente debole e a maggior rischio di conseguenze gravi, se colpita da Covid-19. Per questo motivo, il Ministero ha ritenuto necessarie misure particolarmente stringenti di prevenzione e controllo delle infezioni per tutelare la salute degli assistiti.

Tra le principali, test antigenici rapidi per i visitatori alle strutture residenziali autorizzati dal direttore della struttura, nonché test molecolari per lo screening dei nuovi ingressi di assistiti e per il personale delle strutture. Prevista anche la sospensione dell’accesso ai visitatori qualora nelle strutture sia presente un caso di coronavirus o un focolaio. Sospesi anche nuovi ingressi nelle strutture con casi tra gli assistiti. Viene precisato inoltre che nelle strutture residenziali la visita può essere autorizzata in situazioni di fine vita di assistiti affetti da Covid-19, previa appropriata valutazione dei rischi-benefici.

Paola Pedemonte

 

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