Covid-19: cosa ci aspetta tra Natale e terza ondata

Nuovamente ospite della nostra rubrica Comunicare la Salute, Alessandro Bonsignore, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Genova, ci parla degli sviluppi previsti della pandemia da Covid-19, tra ricongiungimenti di Natale e terza ondata di gennaio.

Covid-19, qual è la situazione oggi? 

La situazione oggi negli ospedali è decisamente migliorata rispetto a qualche settimana fa. Il tasso di occupazione dei posti letto è diminuito, alcuni reparti sono stati riconvertiti in non-Covid. La preoccupazione di non poter garantire la totalità delle cure a chi non è affetto da Covid ma ha altri problemi di salute in questo momento è superata: è possibile nuovamente recepire e ricoverare tutte le tipologie di soggetti che ne hanno bisogno. Siamo in una fase calante della pandemia, il trend, non molto dissimile da quello dell’influenza spagnola, è ormai piuttosto chiaro. Non è una fase calante come quella che abbiamo avuto nei mesi estivi. In parte il periodo dell’anno comporta di per sé un rischio maggiore per questi tipi di virus, influenzali e simil-influenzali e in parte c’è stato un allentamento importante delle misure di restrizione che va a controbilanciare la diminuzione naturale dei contagi.

Suggerimenti per il Natale

Rimane importante applicare il buon senso nella vita di tutti i giorni. Come Ordine dei Medici, abbiamo suggerito di consigliare a tutta la popolazione giovane che dovesse muoversi per andare a trovare i parenti di sottoporsi volontariamente a tampone nell’immediatezza del ricongiungimento. Questo darebbe una tranquillità in più andando a trovare i propri cari.

Ciò non toglie che dentro casa non ci si dovrà lasciar andare a effusioni particolarmente affettuose. Va mantenuta la distanza, staremo un po’ più lontani del solito per evitare i contatti stretti. Importante mantenere le mascherine chirurgiche quando non si mangia. Non sarà un liberi tutti: è giusto poter vedere i propri cari in questo periodo ma con un minimo di accortezza e buon senso.

Una terza ondata di Covid-19 a gennaio? 

Tutto il mondo scientifico, oltre alla somiglianza del trend del virus con quello della spagnola, ci dicono che a gennaio una terza ondata di Covid-19 ci sarà. Il suo sviluppo dipenderà molto da noi, da come ci comporteremo nel periodo precedente. La terza ondata potrebbe anche essere considerata come un proseguimento della seconda, dato che, come abbiamo precedentemente detto, non arriveremo a un azzeramento o una riduzione drastica dei casi.

Perché preoccupa la terza ondata? Principalmente per due motivi. Il primo: non ci arriveremo con gli ospedali completamente scarichi di soggetti ricoverati come invece è successo a settembre. Il secondo: avremo dei casi di influenza che ad oggi non si sono ancora verificati. La ripresa dei numeri dei contagi è inevitabile che ci sia. Gli effetti benefici della vaccinazione li vedremo solo nel medio-lungo termine, quando avremo vaccinato per il Covid una quantità di italiani tale da poter garantire l’immunità di gregge. Servirà ancora qualche mese per arrivare a questo punto.

Queste settimane che precedono gennaio saranno fondamentali. Se tutti noi applicassimo il buon senso potremmo andare incontro a una terza ondata del Covid-19 meno spaventosa di quello che si teme.

 

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