Non so come siano andate le vostre vacanze. Le mie con una sensazione dopo tanto tempo finalmente di ritrovato benessere. Dopo le doverose restrizioni tra le nazioni per il Covid sono riuscita finalmente a rivedere i miei figli e i miei nipotini che vivono all’estero. Rivederli dopo tanto tempo è stato emozionante. So che interpreto le sensazioni di molti di voi che hanno sofferto per la loro lontananza. A tutto riusciamo a fare l’abitudine ma non ad essere separati dalle persone che amiamo.

Il nuovo mondo post-Covid

Il Covid ci ha abituati ad un altro mondo. Ci siamo abituati a vederci via internet. Ad utilizzare maggiormente gli strumenti tecnologici, a fare visite mediche telefoniche e a lavorare da remoto, ma non a fare a meno del contatto con l’altro e della libertà. Libertà di muoversi senza controlli, senza orari, senza meta.

Qualcuno l’ha intesa forse un po’ troppo in senso lato… C’è da dire però che tutto sommato abbiamo rispettato i limiti imposti dalla difficile situazione. Qualche inutile personalità che starnazza tanto per farsi vedere, qualche gruppo anch’esso di troppo, che inneggia a “invenzioni mediatiche” per sminuire la portata di quanto accade, tirando in ballo similitudini con altri fatti storici da qualcuno negati… Poca roba… già dimenticata.

La prova del nove: l’apertura delle scuole

Resta il fatto adesso che siamo alla prova decisiva, quella del nove: l’apertura delle scuole. La fase che tutti temono: quella procrastinata più volte dal nostro governo e che adesso diventa imprescindibile.

Riuscirà questa massa enorme di scolari e studenti a riversarsi per le strade, andata e ritorno tutti i giorni, senza influire sull’andamento dei casi positivi?

Riusciranno i banchi di scuola in formato ridotto con le rotelle (ma ci stanno poi un libro e un quaderno insieme?) a tenere lontano il virus? Ma soprattutto, riusciranno i genitori e  nonni a organizzarsi per far funzionare casa, lavoro e tempo libero? Aggiungo, anche e soprattutto per i nonni, a proteggere la propria salute?

Un terreno completamente sconosciuto

Una serie di domande che stanno aspettando una risposta. Certo è che ci muoviamo su un terreno completamente sconosciuto. Chi dice che essere positivi non vuol dire essere a rischio di ammalarsi di Covid e chi dice che i tamponi rimandano dati falsamente positivi. Che i tampono effettuati sono troppi e quindi sarebbero sfalsati rispetto alla realtà e chi invece dice che bisognerebbe applicare norme più restrittive. Un marasma incomprensibile di fiumi di parole che rende la nostra vita quotidiana complicata.

Difficile dire chi ha ragione. A noi rimane il buonsenso di comprendere, anche per esperienze pregresse, che quando ci si muove in un terreno sconosciuto, bisogna ascoltare tutti, farsi una propria idea e poi decidere ognuno secondo propria coscienza. In ogni caso fare molta attenzione e proteggersi utilizzando quelle poche cose imparate durante questi mesi: utilizzare assolutamente le mascherine, distanziamento con gli sconosciuti, attenzione alle pulizia delle mani e – perdonatemi se insisto – tanta, tanta cura di sé e attenzione ai propri bisogni.

Daniela Boccadoro Ameri

 

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