L’Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP) organizza per sabato 14 novembre 2020, da Padova, dalla sede operativa di De Leo Fund, un convegno nazionale aperto a tutti dal titolo “La Citta’ e Le Sue Solitudini”.

La recente decisione del governo di proteggere dal contagio da coronavirus non permettendo l’organizzazione di convegni ‘in presenza’ ha indotto gli organizzatori a formulare in forma virtuale il terzo appuntamento di lotta alla solitudine, un fenomeno che colpisce soprattutto gli anziani (ma non solo) e ancora poco discusso in modo diretto.

Fenomeno che vede l’Associazione Italiana di Psicogeriatria, organizzatrice del Convegno Nazionale, da sempre in prima linea, soprattutto per quanto riguarda la solitudine dell’anziano fragile, loro specifico ambito di competenza.

La solitudine, una pandemia sociale

Spiega il Prof. Diego De Leo, promotore del Convegno Nazionale: “La persona sola si sente non capita, emarginata, pericolosamente fragile in caso di bisogno. Oltre a corrompere la qualità della vita delle persone, la solitudine ne riduce la durata, favorendo l’insorgere di gravi patologie somatiche, inclusa la demenza. La solitudine rappresenta oggi una vera e propria pandemia sociale, colpendo tutti gli strati della popolazione. Il Covid-19 ha aggiunto angoscia e desolazione in chi sente di non poter contare sul supporto degli altri”.

“Paradossalmente proprio quella che è sempre stata la principale fonte di benessere, il contatto umano, è diventato un possibile fattore di rischio biologico” spiega Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria. “La solitudine però non è un rifugio, ma una gabbia. Soprattutto nelle città, che sono ormai divenute pericolosi contenitori di solitudini”.

I relatori del convegno

Oltre a Diego De Leo e Marco Trabucchi tra i relatori del convegno figurano il Dr. Tiziano Vecchiato della Fondazione Zancan (“Se la speranza non ti abbandona”), l’Arch. Giulio Muratori di Habitus Progetto Citta’, Padova, (“Dalla città salubre alla solitudine”), il Prof. Alessandro Pagnini dell’Universita’ di Firenze (“Solitudine e piccole virtù”), il Dr. Guidalberto Bormolini della Fondazione Tutto è Vita di Prato (“La solitudine al tempo della pandemia: un invito a penetrare nell’invisibile”), la Prof.ssa Ines Testoni dell’Università di Padova (“La morte e l’eternità:  Una riflessione a margine su Emanuele Severino”), Il Dr. Giorgio Pavan, direttore di ISRAA, Treviso (“I servizi che aiutano gli anziani: il tema della qualità”), le Dott.sse Eleonora Grigoletti  e Sonia Zenari, della  Fondazione Centro Assistenza FERMO SISTO ZERBATO di Tregnago (“RSA: porto sicuro o mare in burrasca?”) e la Dr.ssa Chiara Bigolaro e il Dr Roberto Ramon di AltaVita – IRA (“Vicinanze emotive, distanze sociali e molteplici solitudini”).

Qui la locandina dell’evento.

 

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1 COMMENT

  1. La tematica mi interessa moltissimo, non soltanto per l’anziano: la solitudine è un abisso nel quale non possiamo non venire risucchiati: tutti e sempre. La pandemia sta facendo il resto, ma insisto: su TUTTA la popolazione. Insegno “Comunicazione” a Milano e scrivo libri su dolenti tematiche che ci toccano, anzi ci trafiggono tutti. Anche i bambini. La pandemia ha messo il dito nella piaga dell’invisibile, ma ciascuno di noi sa di dovere convivere nel dolore dell’isolamento, che spesso incomincia proprio nella famiglia dove sembrerebbe di vivere al sicuro. Il vostro Convegno è molto interessante e da ora ne seguirò il percorso. Grazie. Cordiali saluti. dr. Maria Colombari

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